Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Centro / Piazzale Duca D'Aosta

Clochard ucciso in stazione a Treviso, c'è un sospettato per omicidio

Giampietro "Jimmy" Piccolo, 57 anni, ritrovato con il cranio fracassato: forse preso a bottigliate dal killer. L'autore del delitto è stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza della zona e avrebbe le ore contate

Gianpietro Piccolo e il luogo del ritrovamento del corpo (Ph. Karim El Maktafi)

TREVISO Il killer che ha ucciso, fracassandogli il cranio a bottigliate, Giampietro "Jimmy" Piccolo, clochard italo-etiope di 57 anni trovato morto mercoledì mattina in un anfratto della stazione ferroviaria di Treviso, sarebbe stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza dell'area. La squadra mobile di Treviso, incaricata delle indagini dal pm Massimo de Bortoli, avrebbe già individuato un sospettato. Se le prove a suo carico, come pare, risulteranno essere schiaccianti, il responsabile della morte del senza-tetto finirà in manette con l'ipotesi di reato di omicidio volontario. L'autopsia sul cadavere del 57enne potrebbe essere eseguita entro venerdì dall'anatomopatologo Alberto Furlanetto. L'esame dirà di più sulla morte di “Jimmy”.

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IL RITROVAMENTO Poco dopo 7.30 del mattino una pattuglia della polizia ferroviaria di Treviso, ispezionando lo spazio coperto che si trova di fronte al binario uno e tra la sede dell'ex ufficio poste ferroviarie e gli uffici del sindacato Or.s.a., scopre, avvolto in una coperta rosa, il cadavere di Giampietro Piccolo. Le ferite al capo sono evidenti, il cranio è semisfondato: viene immediatamente dato l'allarme ai medici del Suem118 che non possono far nulla se non constatare la morte dell'uomo.

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LA VITTIMA “Jimmy” è arcinoto nella zona, è uno dei clochard storici della stazione di Treviso: alcuni anni fa finì in carcere per un cumulo di pena. La sua “specialità” erano i furti nei supermercati: rubava per mangiare, per vivere insomma. Ultimamente, nelle notti più fredde, aveva frequentato il dormitorio di via Pasubio e quello del centro sociale Django. L'ultimo pernottamento alla caserma “Piave” risale a domenica notte come riferisce Gaia Righetto. Il 57enne aveva certamente problemi di alcolismo e pare non fossero mancati in passato alcuni scontri con altri senza-tetto. Questa pare essere una delle chiavi dell'omicidio, legato probabilmente a scontri con altri clochard.

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LE INDAGINI Sul posto sono intervenuti gli uomini della squadra mobile di Treviso che su delega della Procura hanno provveduto ad effettuare gli accertamenti del caso. Al setaccio anche le telecamere della zona. Uno degli occhi elettronici (una punta proprio sul giaciglio del malcapitato clochard) avrebbe immortalato il presunto assassino. Gli uomini della polizia scientifica, prima di rimuovere il cadavere, ispezionano a lungo l'area interessata: oltre all'anfratto anche il vicino sottopasso ferroviario al binario uno.

IL SOSPETTATO Gli investigatori sono ottimisti su una rapida soluzione del caso: l'omicida sarebbe una persona già nota alle forze dell'ordine. Nei suoi confronti, presto, potrebbero scattare le manette.

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