Cronaca

Lutto alla Casa di Cura “Giovanni XXIII”: morto a 55 anni Eugenio Zanon

Era capo tecnico del reparto di Radiologia della struttura di Monastier. A portarlo via alla vita una grave malattia. «Ci ha lasciato un grande amico oltre che un bravo professionista» dichiarano dall'ospedale

Eugenio Zanon al lavoro

Avrebbe compiuto 56 anni lunedì prossimo, ma purtroppo il suo cuore non ha retto alla grave malattia che lo aveva colpito. Se ne è andato così attorniato dall’amore dei suoi cari Eugenio Zanoni, scomparso ieri mattina presso la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier dove era ricoverato da alcuni giorni a causa di un tumore al pancreas. Eugenio, 55 anni, era capo tecnico del reparto di radiologia del Presidio Ospedaliero di Monastier, struttura in cui lavorava da oltre vent'anni. «Eugenio era una persona dalla grande umanità e professionalità, tanto da dedicare anima e corpo alla famiglia e al lavoro. In questo momento - commentano le famiglie Calvani e Geretto con i dipendenti della struttura e del Centro Servizi Villa delle Magnolie - proviamo un immenso dolore perché abbiamo perso un collega ma soprattutto un grande amico e siamo profondamente vicini alla sua famiglia».

Appassionato della montagna, ma soprattutto dello sport, Eugenio era un grande tifoso del Treviso Basket e spesso si recava con la figlia 17enne a vedere anche match di calcio e rugby. Eugenio ha saputo combattere la malattia, scoperta solo lo scorso mese di settembre, con tanto coraggio così come ha saputo affrontare le sofferenze con estrema dignità scegliendo anche per gli ultimi momenti di rimanere in quel luogo dove tanti amici e colleghi gli volevano bene e lo apprezzavano. Zanon, infatti, curava l'organizzazione del personale e durante gli open day per le scuole superiori era stato proprio lui, con entusiasmo, a svelare i segreti di quel lavoro che tanto amava. Collaborava inoltre con il primario per migliorare costantemente il reparto partecipando alla scelta delle apparecchiature tecnologiche.

«Abbiamo trascorso insieme 40 anni - racconta il dottor Francesco Di Toma, primario di Radiologia che lo ha visto crescere fin da quando era studente - Ci conoscevamo da quando frequentava la scuola tecnica e io ero il suo docente. Poi il tempo ci ha fatto diventare colleghi. Con lui abbiamo trascorso alcuni anni all'Ospedale San Camillo di Treviso e poi arrivati a Monastier. Lo ricordo come un figlio e un grandissimo amico». Eugenio progettava di potersi sposare in Municipio con la sua amata Stefania, anche lei dipendente della Casa di Cura, che lo ha accompagnato fino all’ultimo senza mai staccarsi da lui, tanto che insieme lunedì mattina si sono scambiati il loro si d’amore eterno nella stanza di ospedale davanti al fratello Massimo e al dottor Di Toma che, con le rispettive mogli, hanno fatto da testimoni. «Era una persona solare, pura, un uomo davvero stupendo che è sempre stato la mia fonte di ispirazione, tanto da volermi proteggere dal dolore fino alla fine» ha dichiarato commosso il fratello Massimo, consigliere comunale a Treviso.

Venerdì alle ore 18 verrà recitato il Santo Rosario nella Cappellina della Casa di Cura “Giovanni XXIII”, mentre i funerali si svolgeranno sabato alle ore 9.45 nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Treviso, città dove abitava con la famiglia. La salma proseguirà poi il suo percorso verso Conegliano dove verrà infine cremata.

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