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Francesco Caruso

Francesco Caruso

Lutto nel mondo della ristorazione della Marca: si è spento lo chef Francesco Caruso

Apprezzato ristoratore, con circa 50 anni di attività alle spalle, è venuto a mancare nella giornata di mercoledì a causa di un tumore. Ad assisterlo la moglie e i quattro figli

Un'intera esistenza passata in cucina. Può essere riassunta così la vita di Francesco Caruso, 83enne residente a Falzè di Trevignano, venuto a mancare nella giornata di mercoledì a causa di un grave tumore che non gli ha lasciato scampo e contro cui combatteva ormai da tempo. Apprezzato ristoratore della Marca trevigiana, Franco (come lo chiamavano gli amici) era un fiero calabrese trapiantato in Veneto. Diplomatosi alla scuola alberghiera di Siracusa, si trasferì poi a metà anni '50 a Treviso dove mise su famiglia.

Già chef per alcuni hotel e ristoranti tra Germania e Francia, è tra il trevigiano e il veneziano che Caruso trova poi la sua consacrazione in cucina. Partendo nel 1966 da Cornuda con la gestione della "Pizzeria Da Franco", nel tempo guidò molti altri importanti locali come dal 1977 il "Maternus" di Camaló e dal 2000 la "Antica Trattoria Poloni" di Montebelluna dove poi chiuse la carriera dopo circa 50 anni di ininterrotta attività. La sua personalità lo aveva però portato anche a confrontarsi con la clientela turistica del veneziano, tanto che negli anni aveva preso in gestione anche alcuni locali ad Eraclea (come la "Spaghetti House" e i ristoranti-pizzerie "Settebello" e "Il Centrale") e a Jesolo dove era stato Capo Cuoco all'Hotel "Elpiro" in zona piazza Aurora.

Caruso, però, agli esordi nel 1957 aveva lavorato nell’allora ristorante “Al Camin” di Treviso (oggi "Hotel Al Foghér") nel quale ancora oggi si annovera la prima ed originale ricetta di un dessert destinato a diventare uno dei dolci più conosciuti al mondo: il Tiramisù (originariamente chiamato "Coppa imperiale della casa" in onore della Principessa Aspasia Manos di Grecia) alla cui ideazione partecipò proprio anche un giovane Francesco Caruso.

«E' stato un padre meraviglioso, un uomo onesto e gentile - racconta il figlio Natale Enrico - Dopo la pensione si era dedicato alla sua passione per la campagna, diventando un piccolo contadino che amava lavorare la terra e seguire i suoi animali. Senza dimenticare la sua meticolosa conoscenza dei funghi, tanto da divenire nel tempo un punto fermo per tutti coloro che in zona erano soliti chiedergli la velenosità o meno di quanto trovavano nei boschi. Voglio ora però ricordarlo con la sua frase tipica: "Da Franco il troppo guasta e il poco non basta!"». Francesco lascia nel dolore la moglie Annunziata, i figli Maria Grazia, Natale Enrico, Nicodemo e Andrea, il genero e i nipoti. Le esequie si terranno venerdì alle ore 16 presso la chiesa di Falzè di Trevignano.

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