Lutto a Cison di Valmarino, morto a 91 anni il noto architetto Giorgio Mecchia

L'ex sindaco Cristina Pin: «Giorgio era una persona schiva, ma era anche un uomo del "fare", pratico e notoriamente preparato in ambito storico, ma soprattutto molto altruista»

L'architetto Macchia (foto da Qdpnews.it)

E' deceduto alla veneranda età di 91 anni il noto architetto veneziano Giorgio Mecchia, ormai trevigiano d'adozione dopo aver passato gran parte della sua vita nel borgo di Rolle a Cison di Valmarino. A portarlo via alla vita un malore che lo ha colpito in casa lo scorso weekend. Nato a Venezia, Mecchia si era poi presto spostato a Roma dove poi aveva iniziato a lavorare come sceneggiatore per registi come Federico Fellini e Luchino Visconti, affiancando al cinema anche la sua passione per l'arredamento di interni che caratterizzerà poi il resto della sua vita.

Mecchia, infatti, è oggi riconosciuto principalmente per il suo contributo all'architettura moderna intesa a 360°, come è possibile riconoscere ancora oggi in alcune sue "opere" come l'osteria "Ca' dei Loff" di Cison (ancora di proprietà della sua famiglia), il ristorante "da Andreetta" a Rolle (borgo di cui è stato sempre innamorato) e l'hotel Metropole di Venezia (città delle sue radici e dalla quale non si è mai realmente separato). Mecchia, che ha scelto di farsi cremare, lascia così la moglie e le sue figlie, oltre agli amatissimi nipoti.

Questo, infine, il ricordo che Cristina Pin, ex sindaco proprio di Cison, ha voluto lasciare ai nostri microfoni: «Giorgio lo conoscevo da ben 27 anni, da quando è iniziato il mio percorso nell'Amministrazione del paese. Era una persona molto preparata storicamente, un fervido lettore ma soprattutto un grande uomo. Era inoltre molto legato al nostro territorio e al Comune con cui, negli anni, ha collaborato a diversi progetti, come quello della nostra biblioteca. Giorgio, infatti, amava tantissimo Cison, ma soprattutto il borgo di Rolle dove viveva. Era però anche una persona molto schiva, ma in primis un uomo "del fare", pratico e amante della cultura e di un certo modo agiato di intendere la vita - continua l'ex sindaco - Tra le sue passioni anche la restaurazione di immobili antichi, principalmente in stile veneziano, e la poesia tanto da essere molto legato alla figura di Andrea Zanzotto. E come non ricordare anche la sua passione per gli animali e i cani in particolare: si toglieva spesso del suo per darlo a loro. Di lui, quindi, mi resta sicuramente un bel ricordo, per una persona preparata e sempre presente, oltre che altruista». 

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