La Marca piange la scomparsa dello storico imprenditore Gisulfo Baccini

Definito un "genio della meccanica", aveva fondato nel 1967 l'azienda Baccini poi ceduta nel novembre 2007 alla americana Applied Materials per 225 milioni di euro

L'esterno della Applied Materials Italia a San Biagio di Callalta

"Con Gisulfo Baccini ci lascia un grande imprenditore e un grande innovatore delle tecnologie nella produzione di macchine industriali per l'automotive, le telecomunicazioni, l'informativa e poi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Visione e capacità industriale sono il segno di una storia umana e imprenditoriale esemplare, che molto ha dato e continua a dare al nostro territorio". Maria Cristina Piovesana, Presidente di Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso, ricorda così Gisulfo Baccini, storico imprenditore trevigiano scomparso nella giornata di venerdì a 76 anni.

Originario di Breda di Piave e nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel 2003, era stato il fondatore nel 1967 dell'omonima azienda Baccini di via Postumia Ovest a Olmi di San Biagio di Callalta (leader internazionale per la costruzione dei macchinari per la realizzazione di celle fotovoltaiche) poi ceduta nel novembre 2007 alla americana Applied Materials per 225 milioni di euro con cui si è poi definitivamente fusa nel 2010 diventando così Applied Materials Italia. Lascia la moglie Miranda Ghedin e i figli Elisa, Paola e Andrea. "Alle famiglia va il nostro abbraccio affettuoso. Ricordiamo Gisulfo come un uomo attivo in nuovi progetti per la produzione di energia solare, oggi quanto mai attuale per dare strumenti concreti al passaggio storico verso la sostenibilità ambientale in tutto il nostro vivere. Ed è un esempio virtuoso anche il suo amore, condiviso con la famiglia, per la comunità, per la cultura, per la bellezza del nostro territorio nel quale credeva e investiva. I figli hanno raccolto questo testimone e ne portano avanti il progetto con convinzione e passione. A lui diciamo grazie, a nome di tutta Assindustria Venetocentro, per quanto ha fatto e per quanto ci ha insegnato con il suo percorso di vita e di impresa. Alla moglie e ai figli le nostre condoglianze e la vicinanza nel grande dolore per questa perdita e il nostro sostegno nel loro percorso, che siamo certi sarà importante e darà nuove risposte e opportunità alle imprese e alla nostra comunità" conclude Piovesana.

IL RICORDO DEL GOVERNATORE ZAIA

“Non solo la Marca Trevigiana ma tutto il Veneto è più povero con la scomparsa di Nino Baccini. Un protagonista dello sviluppo economico e culturale della nostra regione nell’ultimo mezzo secolo. Un grande lavoratore che ha iniziato lavorando come operaio e studiando la sera per ottenere un diploma, che ha creato un’attività ben calata nel contemporaneo occupandosi di microelettronica e ha intuito il futuro fino a divenire un pioniere europeo del fotovoltaico. Con lui, alla nostra terra viene a mancare un eccellente imprenditore ma rimane un modello a cui sempre ispirarsi”. Così il Presidente del Veneto Luca Zaia ricorda Nino Baccini, l’imprenditore e mecenate trevigiano, originario di Breda di Piave.

“La sua è la storia di un successo eccezionale ma che ritrae il cammino di lavoro e genialità di tanti nostri veneti, quelli che ci hanno consegnato una regione che oggi è una delle più potenti locomotive del paese – prosegue il Governatore - Nato e cresciuto in un ambiente rurale, ne ha sempre mantenuto l’more per il lavoro, lo spirito di iniziativa e il desiderio di progresso. Ha legato il suo nome e quello della sua azienda a grandi visioni, poi realizzate con successo, nel campo della microelettronica e delle energie rinnovabili”.

“Ma il mio ricordo non soltanto per l’eccellente industriale – conclude Zaia -. Con una sua attività vitivinicola parallela, ha letto con ampio anticipo anche la potenzialità culturale e produttiva del territorio in cui si produce il Prosecco, quelle coline che oggi sono Patrimonio dell’Umanità Unesco. Così come, raggiunta l’affermazione, non si chiuse nell’agiatezza personale e contribuì largamente alla conservazione del patrimonio storico con il restauro di importanti edifici che grazie a lui sono tornati all’antico splendore e sostenendo importanti iniziative culturali. Anche per questo sento di dovergli dire grazie a nome di tutti e di esprimere tutta la vicinanza mia e del Veneto ai familiari e a coloro che ne hanno condiviso l’esperienza umana”.

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