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Il M° Berardino de Carlo

Il M° Berardino de Carlo

Lutto nel mondo del judo trevigiano: si è spento il M° Berardino de Carlo

Il Maestro è venuto a mancare alla soglia dei 92 anni. Pioniere del judo in Veneto, nel 1959 aveva fondato l'Asd Judo Treviso oggi guidata dal figlio Enzo

Lutto improvviso, lunedì mattina, per lo sport veneto ma soprattutto trevigiano. Il Maestro Berardino de Carlo, vera e propria istituzione nel mondo del judo veneto e fondatore nel 1959 dell’Asd Judo Treviso, è difatti purtroppo venuto a mancare, per cause naturali alla soglia dei 92 anni, presso l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dove era da alcuni giorni ricoverato per i postumi di un intervento al femore che si era sfortunatamente fratturato in casa. Nativo di Potenza, il Maestro (ottavo Dan) aveva iniziato a praticare il judo alla palestra Angiulli di Bari per poi trasferirsi a Treviso nel 1958 dove era giunto come sottoufficiale di carriera dell'esercito dopo alcuni trascorsi alla Scuola Militare di Educazione Fisica. Dal capoluogo non si è poi più spostato, tanto da aprire in città una delle prime società di judo del Veneto, un club da cui sono poi nati innumerevoli campioni e moltissimi degli attuali tecnici del judo regionale.

Dall’80 all’88 Berardino ha poi ricoperto la carica di Presidente del Judo Veneto e quella di Consigliere Nazionale per la Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) e in seguito è stato consulente tecnico del Presidente federale e successivamente Presidente del Comitato Regionale Veneto. Negli ultimi anni, invece, oltre alla qualifica di arbitro e Maestro Benemerito, aveva anche avuto la carica di presidente onorario del Comitato Regionale Veneto. Il Maestro nell’ottobre 2019 aveva inoltre festeggiato, con i Campionati Italiani a Squadre organizzati al Palacicogna di Ponzano Veneto, i suoi 70 anni di attività da judoka e i primi 60 anni di vita del Judo Treviso, mentre nel 2016 era stato premiato dall’allora sindaco Giovanni Manildo con un apprezzato riconoscimento alla carriera. E ancora, nel 1992 era stato insignito della medaglia d’onore al merito sportivo della Federazione e il 2001 è anche l’anno del conferimento da parte del CONI della Stella d’Oro al merito sportivo per la sua attività svolta in oltre 60 anni di sport. Nel suo studio un posto particolare lo ha però un premio del 1989 della Regione Basilicata consegnatoli dopo un suo intervento per risistemare la federazione locale.

Quello che però il Maestro considerava il miglior risultato ottenuto era di aver visto nascere nuove società, fondate da atleti che avevano mosso i loro primi passi di judoka con lui. Nel Veneto se ne contano almeno una trentina e, in alcuni casi, si è dato vita a vere e proprie realtà d’eccellenza nel campo sportivo. Qualche momento triste c’è stato, in tanti anni, come qualche delusione sportiva, questo anche per le difficoltà di accettare alcune decisioni “istituzionali” che stridevano con il suo carattere tenace e poco propenso al compromesso. Ma la sua carriera e sempre stata scandita dai successi della società e da quelli personali.  

Il Maestro lascia nel dolore la moglie Maria, i figli Adolfo ed Enzo (dal 2009 presidente della società), le nuore e i nipoti, oltre a tanti amici e allievi che si sono subito stretti alla famiglia in questo difficile momento per la perdita di un vero e proprio pioniere, ora sceso per l’ultima volta dal suo amato tatami e il cui addio verrà celebrato in forma privata mercoledì alle ore 15.30 presso la Chiesa Votiva di Treviso.

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