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Lutto a Santa Bona: il sorriso di Moreno si è spento a 61 anni dopo una breve malattia

Moreno Moscon è venuto a mancare giovedì mattina attorniato dall'amore della moglie Renata e del figlio Matteo. Le esequie si terranno martedì alle ore 15

Sono ore di lutto quelle che sta vivendo oggi il quartiere di Santa Bona di Treviso, duramente colpito dalla notizia della scomparsa improvvisa di Moreno Moscon a soli 61 anni (ne avrebbe compiti 62 il prossimo mese di agosto). Nella prima mattinata di giovedì, infatti, il sorriso di Moreno si è purtroppo spento per sempre a causa di un grave tumore che lo aveva colpito solamente alcuni mesi fa e che, dunque, non gli ha lasciato scampo nonostante lo abbia combattuto con tutte le sue forze. Persona determinata, Moreno in passato aveva già positivamente affrontato e superato altre importanti forme tumorali, ma purtroppo questa volta il suo cuore si è fermato per sempre a causa di una recidiva dello stesso male pregresso.

La situazione del 61enne, che a giorni sarebbe stato accolto presso l'Hospice Casa dei Gelsi dell'Advar, è difatti precipitata in poche ore e ad accorgersi per primo che Moreno avrebbe di lì a poco lasciato per sempre la famiglia è stato il suo fidato pastore tedesco, Uran, che lo ha vegliato fianco a fianco fino all'ultimo respiro. Originario di Santa Maria del Rovere ma residente lungo via Santa Bona Nuova, prima della pensione aveva lavorato per anni come operaio alla Abba di Maserada sul Piave, azienda dedita alla produzione di tende e pannelli fotovoltaici, e anche per questo viene oggi ricordato per essere sempre stato un uomo dedito ai lavori manuali tanto da poterlo definire un piccolo artigiano. «Papà era un uomo della vecchia scuola, di quelle persone che si sono sempre arrangiate in tutto, di quelle che si sono costruite casa dalle fondamenta al tetto, tutto in autonomia - racconta il figlio 30enne Matteo - Non c'era una sola cosa che non sapesse fare ed era solito arrangiarsi con ciò che aveva a disposizione, trovando sempre una soluzione ad ogni problema, grande o piccolo che fosse».

«Inoltre, era un uomo appassionato di motori e del mare, oltre che persona giovanile, conviviale e socievole con tutti, tanto che spesso, soprattutto d'estate, era normale sedersi in giardino con gli amici per ascoltarlo mentre raccontava gli aneddoti della sua giovinezza - continua il figlio Matteo, affranto dal dolore - Papà, poi, era una figura di rara forza, tanto da rialzarsi velocemente dopo ogni singolo intervento pur di tornare quanto prima sul posto di lavoro, ma soprattutto è stato un marito follemente innamorato della moglie. Purtroppo, però, se ne è andato troppo presto. Mi doveva ancora insegnare tante cose. Ci ha comunque lasciati restando in silenzio, come ha sempre fatto, ma con il sorriso, con quegli occhi di ghiaccio che scrutavano tutto e tutti, con quei suoi capelli morbidi e voluminosi che lo hanno sempre contraddistinto. Ciao papà, saluta tutti i nostri cari e veglia su di noi da lassù». Le esequie di Moscon si terranno nella giornata di martedì alle ore 15 presso la chiesa di Santa Bona. Dopo la cerimonia funebre la salma proseguirà per la cremazione come da ultime volontà di Moreno che lascia dunque nel dolore la moglie Renata Piovesan, il figlio Matteo, la sorella Eda, il nipote Cristiano, i pronipoti e la cara amica Sara.

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