Morto Nico Naldini, noto intellettuale e cugino di Pasolini

A 91 se ne è andato un grande letterato, poeta e regista che per anni ha animato la vita culturale friulana, romana e trevigiana

Nico Naldini

Nato a Casarsa della Delizia (PN), Domenico "Nico" Naldini era primo cugino di Pasolini per parte della madre Enrichetta Colussi. Poeta in dialetto friulano e in lingua italiana, ha vissuto a lungo in Friuli, a Roma e poi a Treviso dove è spirato a 91 anni nella giornata di mercoledì. Scrittore e regista di fama internazionale, in passato aveva collaborato alla realizzazione di tutti i film di Pasolini e nel 1986 con "Vita di Giovanni Comisso", pubblicato da Einaudi, fu finalista del Premio Strega. Inoltre, Naldini a Trento è stato professore a contratto presso la cattedra di filologia romanza di Francesco Zambon nella facoltà di Lettere, per poi insegnare anche all'Università di Tunisi. Nominato cittadino onorario dal comune di Breda di Piave, dal 1989 ricopriva la carica di Presidente della locale Università popolare. Nico Naldini è stato poi molte volte ospite presso le più importanti università mondiali, dove ha tenuto una serie di lezioni e di conversazioni sul cugino scrittore e regista e sul proprio ruolo di poeta e saggista. Tra le sue opere più importanti ricordiamo "Nei campi del Friuli (la giovinezza di Pasolini)" edito nel 1984 con l'editore Scheiwiller, un saggio incentrato sugli anni friulani di Pasolini che include anche una conversazione con Andrea Zanzotto e che gli è valso il "Premio Nonino 1985".

Questo il ricordo di Ronzani Editore: «La morte di Nico Naldini, che l’anno scorso aveva compiuto novant’anni, conclude un lunga stagione di cultura e di poesia di cui è stato attivamente partecipe. Con Pier Paolo Pasolini, suo cugino, si era iniziato fin dall’infanzia alla poesia, e la sua vita è stata costellata da amici speciali come Comisso, Montale, Fellini, Parise, Zanzotto. Ha scritto versi cui spetta un rilievo speciale nella nostra letteratura, preziose biografie dedicate ai suoi illustri amici, e libri di memoria che costituiscono una testimonianza originalissima su fatti e personaggi del Novecento italiano. Di Nico Naldini, Ronzani Editore ha pubblicato nel 2017 la riedizione de "𝐈𝐥 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐭𝐢𝐭𝐨" e nel dicembre scorso "𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐬’𝐢𝐧𝐠𝐨𝐫𝐠𝐚", il suo ultimo, bellissimo libro».

Questo, invece, il cordoglio di Assindustria Venetocentro in persona della Presidente Maria Cristina Piovesana del Direttore Generale Giuseppe Milan: «La perdita di Nico Naldini, dopo una vita lunga e operosa, ci priva di un grande letterato e intellettuale, che ha dedicato molta attenzione alla cultura trevigiana e ai suoi esponenti più illustri, tra i quali in primis Giovanni Comisso. Ricordiamo Nico Naldini anche per il suo fondamentale contributo nel promuovere, fin dagli anni Settanta del secolo scorso, le attività culturali dell’Associazione Industriali, allora presieduta dall’Ingegner Aldo Tognana, che anche lui ci ha lasciato quest’anno. Treviso era la sua città da molti anni e anche recentemente non è mancata la sua presenza in incontri pubblici che affascinavano per la testimonianza, la libertà di pensiero, la vastità dei riferimenti culturali, la leggerezza nel racconto. Anche per tutto questo ci mancherà».

A ricordarlo anche Neva Agnoletti (Presidente onoraria Associazione Amici di Comisso) ed Ennio Bianco (Presidente Associazione Amici di Comisso): «Con Nico Naldini Treviso perde una grande figura intellettuale, che qui aveva scelto da molti anni di stabilire la sua casa. La figura di Giovanni Comisso, con quella del cugino Pierpaolo Pasolini, è centrale nella sua formazione, umana e culturale, e a loro ha dedicato due fondamentali biografie, tra le sue opere capitali in un percorso di vita letteraria che spazia dalla poesia alla narrativa alla saggistica e, con Rolando Damiani, alla cura del Meridiano dedicato allo stesso Comisso. Un ultimo libro è uscito non più tardi di qualche mese fa, con il ritratto e ricordo di un’irripetibile stagione culturale che ha visto anche Treviso tra i suoi crocevia, con tra gli altri Goffredo Parise e Andrea Zanzotto. La sua stessa storia meriterebbe ora di essere adeguatamente raccontata. Da parte nostra ne portiamo il ricordo affettuoso, legato alla sua presenza a Treviso, con l’Associazione Amici di Comisso, di cui è stato tra i fondatori, e con il Premio Comisso, che lo ha visto per molti anni componente della Giuria Tecnica e collaboratore di Cino Boccazzi. La sua cultura, le relazioni forti in Italia e all’estero, la sicurezza nelle sue scelte, la vivacità intellettuale che ha sempre dimostrato anche dato un contributo essenziale alla crescita e affermazione del Premio Comisso. Ora siamo tutti più ‘poveri’ ma con un patrimonio di cultura e ricordi che egli ci ha lasciato e che abbiamo il compito e la responsabilità di rendere attuale anche per i più giovani. Ricorderemo con rimpianto e affetto Nico Naldini nell’incontro finale del 39° Premio Comisso, che si terrà il prossimo 3 ottobre, nella ‘sua’ Treviso».

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