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INCHIESTA MOSE Arrestati Orsoni e Chisso, richiesta per Galan

La Procura di Venezia ha indagato cento persone facendone arrestare 35. Tra questi anche il sindaco di Venezia e l'assessore regionale

VENEZIA — Manette ai polsi del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni (centrosinistra, che si trova ai domiciliari), e dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso (Forza Italia). Richiesto l’arresto anche di Giancarlo Galan, ex ministro ed attualmente senatore di Forza Italia (accusato di aver ricevuto 200mila euro dalla ditta Mantovani). Sono solo alcuni dei nomi al centro dell’inchiesta portata avanti dalla Procura di Venezia nell’ambito delle indagini sull’ex amministratore delegato della Mantovani, Giorgio Baita, e sugli appalti per il Mose.

La Procura, al termine dell’indagine, avrebbe fatto arrestare 35 persone. Gli indagati sarebbero addirittura un centinaio. Arrestati anche due grossi imprenditori, un generale in pensione, il consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese e l'ex sindaco di Cessalto Giovanni Artico, già commissario allo scavo dei canali dal 2012 per il Mose. 

Per l’arresto di Galan è necessario, essendo parlamentare, il via libera dell’apposita commissione. L’inchiesta della guardia di finanza sarebbe partita tre anni fa. I pm Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonino erano riusciti a scoprire che l’ex ad della Mantovani, secondo l'accusa, con la complicità del suo braccio destro, avrebbe distratto dei fondi relativi al Mose in fondi neri all’estero. Sempre secondo le accuse, il deraro veniva portato da un’imprenditrice, nonché ex segretaria personale di Galan, a San Marino per essere riciclati.

Secondo le fiamme gialle almeno 20 milioni di euro erano finiti oltre il confine e, secondo gli investigatori, probabilmente erano indirizzati alla politica. Ecco che sono scattati gli arresti mercoledì mattina all’alba. Tra i 35 arrestati ci sarebbero anche due ex presidenti del Magistrato alle Acque, emanazione del Ministero delle Infrastrutture.

In tutto sono trentacinque gli arrestati e un centinaio gli indagati per i reati a vario titolo di corruzione, frode fiscale e finanziamento illecito ai partiti. Quei fondi neri scoperti durante l'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex ad della Mantovani Giancarlo Baita e quegli appalti pilotati venuti alla luce prima dell'arresto dell' ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati, dunque, grazie anche alla collaborazione dei due con i magistrati, sembrano essere serviti per mazzette e tangenti. Il tutto con sullo sfondo il Mose, la grande opera che in questi anni ha mosso cifre enormi. Sequestrati poi circa 40 milioni di euro in beni vari, tra imbarcazioni, appartamenti e altro ancora. Il sindaco Giorgio Orsoni sarebbe accusato di finanziamento illecito ai partiti per la sua campagna elettorale

Chi invece avrebbe incontrato l'attuale primo cittadino Orsoni a tu per tu, e più volte, sarebbe stato Mazzacurati. Secondo le intercettazioni ci sarebbero stati almeno otto faccia a faccia tra i due in pochi mesi al tempo della campagna elettorale. "La parte regolare dei finanziamenti è una piccola parte rispetto al totale che è stato rilevante - ha dichiarato davanti agli inquirenti l'ingegnere - noi avevamo previsto di spendere molto meno e poi invece Orsoni mi ha detto che aveva bisogno di altri soldi". Mazzacurati ha dichiarato che per una parte dei soldi in nero fu proprio lui a raggiungere l'abitazione di Orsoni in centro storico. In quattro mesi gli avrebbe portato ogni volta fino a centocinquantamila euro in contanti. "Gli è stata data una cifra tra i 450 e 500 (mila euro, ndr) - dichiara Mazzacurati - e di questi il 10% mi sembra sono regolari". E in un altro passaggio: "A casa ho portato la differenza, ogni volta gli portavo 100mila euro, 150mila euro, fino al completamento. All'inizio Orsoni mi parlò di centomila euro, poi non sono bastati assolutamente". Secondo il gip questo passaggio dimostra, come scrive nell'ordinanza, che "quando Orsoni chiese ulteriori soldi, allora per questi fu adottata la modalità del finanziamento in nero, non inferiore a 390mila euro".“

TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

LA DIFESA DI ORSONI: "ACCUSE POCO CREDIBILI"

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