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Mostra El Greco a Treviso prorogata: boom visite e prenotazioni per le nuove scoperte

"L'intento del comitato scientifico di concepire El Greco in Italia non come una semplice mostra, bensì un'occasione di studio e confronto sul periodo più misterioso di El Greco" dichiara l'organizzatore Brunello

TREVISOLa mostra El Greco in Italia. Metamorfosi di un Genio sarà prorogata sino a domenica 1 maggio 2016, annuncia Kornice di Andrea Brunello, la società organizzatrice dell’esposizione presso Casa dei Carraresi di Treviso, per poter soddisfare il crescente numero di richieste e prenotazioni da parte di pubblico e studiosi a seguito della curiosità suscitata dalle recenti attribuzioni e scoperte scientifiche relative alle vicende italiane di Domenikos Theotokopoulos presentate lo scorso 23 febbraio.

"L'intento del comitato scientifico di concepire El Greco in Italia non come una semplice mostra, bensì un’occasione di studio e confronto sul periodo più misterioso di El Greco, quello della sua permanenza in Italia, è riuscito ad incuriosire il grande pubblico attirando oltre 2.500 visitatori solo nel weekend. Un risultato importante che ha portato alla decisione di tenere l'esposizione aperta oltre il termine previsto"  dichiara l'organizzatore Andrea Brunello.

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(Deposizione di Cristo nel Sepolcro)

Sino al 1 maggio, sarà quindi ancora possibile visitare la mostra che, unica nel suo genere e difficilmente ripetibile in Europa, offre l'opportunità di ammirare oltre 70 opere, di cui molte presentate per la prima volta al grande pubblico, appartenenti al periodo italiano de El Greco, il decennio 1567-1576, e ai grandi artisti del Cinquecento Italiano tra i quali Tiziano, Tintoretto, Parmigianino, Veronese e Bassano, solo per citarne alcuni, che influenzarono l'arte del Maestro.

Nato a Creta come artista di icone, El Greco trasformò il suo modo di dipingere proprio in Italia, grazie alla frequentazione dei circoli artistici più eminenti, per poi arrivare in Spagna, ove raggiunse la sua piena e originale maturità artistica. E’ proprio questo il grande merito de El Greco in Italia: evidenziare il ruolo cruciale che il nostro Paese ebbe sull’artista, ponendosi a coronamento delle iniziative culturali che hanno celebrato il quarto centenario della morte del Maestro in Grecia e in Spagna, rispettivamente sua nazione di nascita e di adozione.

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Tra le scoperte che hanno maggiormente incuriosito il pubblico, contribuendo a far luce sul periodo più oscuro dell’artista, ovvero le sue avventure umane e artistiche dopo aver lasciato Roma e la Corte del Cardinal Farnese, troviamo varie attribuzioni, oltre all’aver portato alla luce traccia di un suo soggiorno tra le Marche e l’Umbria.

Il “Ciborio di Bettona”, databile 1572/1573, ha, infatti, aperto la strada a tutta una serie di affascinanti ipotesi su una committenza de El Greco tra Urbino e Perugia. Inoltre, il soggiorno nel Centro Italia del Maestro, e l'influenza che questo ebbe nella sua arte, è stato avvalorato dall'attribuzione dell’identità del nobile raffigurato già giunto alla cronaca per l’incredibile storia del suo ritrovamento, che viene identificato dal Prof. Puppi, curatore della mostra, come Antonio II Brancaleoni di Piobbico nelle Marche.

In mostra dal 23 febbraio si trovano, inoltre, sette nuove opere tra cui la “Deposizione di Cristo nel Sepolcro” esposta a Casa dei Carraresi in anteprima mondiale, la cui recente attribuzione è stata possibile grazie agli studi condotti dal Comitato Scientifico proprio in occasione della mostra trevigiana.

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(Ritratto di Gentiluomo)

Il progetto scientifico si basa su oltre mezzo secolo di studi del suo curatore, il Prof. Lionello Puppi, emerito di Ca’ Foscari, e massimo esperto del periodo giovanile de El Greco, coadiuvato da un Comitato Scientifico internazionale composto da studiosi di prestigiose realtà accademiche: Serena Baccaglini, Alessandra Bigiotti, Nano Chatzidakis, Maria Agnese Chiari Moretto Wiel, Robin Cormack, Andrea Donati, Mariella Lobefaro, Maria Paphiti, Paula Revenga Dominguez.

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