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Lunedì, 28 Novembre 2022
Cronaca Motta di Livenza / Via Isonzo, 18

Sport trevigiano in lutto: addio a Sergio Guerrato, padre del collega Marco

Si è spento all'età di 77 anni a Motta di Livenza. Il funerale si terrà domani, 24 novembre, alle 10.30 nel Duomo San Nicolò Vescovo. Tre anni fa la scomparsa del giornalista della Tribuna di Treviso, grande esperto di volley e cronista dei match dell'Imoco volley

Sarà celebrato domani, giovedì 24 novembre alle ore 10.30, nel Duomo San Nicolò Vescovo di Motta di Livenza, il funerale di Sergio Guerrato, scomparso nei giorni scorsi e padre di Marco, scomparso nel 2019 e molto conosciuto come giornalista della Tribuna di Treviso, cronista soprattutto delle partite dell'Imoco volley al Palaverde. Proprio i tifosi della società coneglianese hanno voluto omaggiare la memoria di Sergio Guerrato con tanti post di cordoglio sui social. Il 77enne condivideva con il figlio la passione per il volley e per il canto (entrambi facevano parte del coro di Motta). La redazione di Trevisotoday si stringe idealmente attorno alla famiglia Guerrato.

"Carissimi, stasera ci ha lasciato l'amico Sergio Guerrato" scrive il Comitato Cuoredarena Volley Supporters "una persona splendida dal grande sorriso e dal cuore immenso. Ora Sergio e Marco sono insieme in Paradiso, e in questo triste momento ci stringiamo tutti attorno ad Anna ed Efrem".

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"Oggi ci ha lasciato Sergio Guerrato" ha scritto sui suoi social la pallavolo Motta "Mottense DOC e appassionato di pallavolo, anche grazie alla forza trascinatrice di suo figlio Marco, rimane impressa in tutti noi la loro costante presenza al PalaGrassato. Ora saranno nuovamente uno affianco all'altro a tifare per i leoni e le pantere. Tutta la Pallavolo Motta, dirigenti e tifosi, è vicina in questo momento alla moglie Anna e il figlio Efrem".

Il ricordo del giornalista Sandro Bolognini

Apprendo questa notizia dal post del Comitato Cuoredarena. Non ho parole per la mia tristezza. Ha sempre seguito Marco come un’ombra. Accompagnava sempre Marco a Nebbiù di Tai di Cadore, dove la famiglia aveva una casa per fare passare a Marco l‘estati al “fresco”. Venne anche ad Auronzo di Cadore nel 2018 quando ero stato appena dimesso dall’ospedale di Treviso (una delle tante volte) e Marco, in settembre, doveva essere ricoverato a Verona. Poi ci trovammo assieme io a Padova, lui a Verona. Tristezze (ma realtà) della vita. Assieme a Marco feci la prima passeggiata sul sentiero del lago, fino allo stadio Zandegiacomo dove si faceva la preparazione la Lazio e vedemmo l’allenamento. C‘era anche la moglie Anna e lo zio. Si mangiarono un panino: era stato questo il loro pranzo. Mitica quella sera alla chiesa di San Lucano ad Auronzo di Cadore per il concerto oraganizzato dal figlio Efrem.

Viveva a Motta di Livenza (come mia moglie) e quando ci vedevamo si giocava… in casa. Mi telefonava spesso per sapere le mie condizioni di salute e mi passava anche sua moglie, Anna. Sergio era contentissino che Cuoredarena aveva allestito le borse di studio per Marco. Ultimamente sapevo delle sue precarie condizioni di salute, mai mi sarei aspettato un epilogo del genere.

Veniva sempre al Palaverde a vedere l’Imoco per accompagnare Marco con il parroco di Motta di Livenza don Giuseppe Querin, ex giudice di gara di ciclismo e missionario, deceduto anche lui. Sergio era diventato uno sfegatato tifoso delle Pantere. Quando è morto Marco si metteva in un angolo nella tribuna giornalisti al Palaverde e si segnava tutti i punti delle giocatrici, come se ci fosse Marco. Tutti e tre assieme si troveranno nella missione nel nostro Signore, assieme a “Paolone” Sartori e a tutti gli altri tifosi dell’Imoco già deceduti. Riposa in pace, Sergio.

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