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Un 67enne di Motta è a processo con l'accusa di maltrattamenti familiari

Un 67enne di Motta è a processo con l'accusa di maltrattamenti familiari

Sferra un pugno e rompe otto denti alla moglie, marito nei guai

Livio Finotto, 67enne residente a Motta di Livenza, avrebbe picchiato anche il figlio, oggi 19enne, infierendo su di lui con un manico di scopa e la cinghia dei pantaloni

Ubriaco, molesto, violento, tanto che nei suoi coinfronti è stata presa la misura cautelare dell'allontanamento da casa. Botte al figlio, picchiato con il manico di una scopa e con la cinghia dei pantaloni, e alla moglie, cui avrebbe causato, con un pugno diretto alla bocca, la perdita di otto denti. Di questo viene accusato Livio Finotto, un 67enne di Motta di Livenza, a processo per maltrattamenti familiari. L'uomo, difeso dagli avvocati Enrico Patrese e Marco Rebecca, fornisce però una versione diversa: «Riprendevo mio figlio - dice - per il suo comportamento e mia moglie era troppo passiva con lui. Ma non ci sono stati episodi di violenza».

La vicenda si svolge tra il 2014 e il 2019 a Motta di Livenza. L'uomo, che in passato ha avuto problemi di alcolismo tanto da essere preso in carico anche dai servizi della Uls che si occupano di dipendenze, avrebbe iniziato a insultare pesantemente la moglie, rea di non occuparsi della casa e soprattutto di tenere un atteggiamento troppo "comprensivo" nei confronti del figlio, oggi 19enne e che negli anni, a causa di numerosi problemi comportamentali, è stato anche dato in affidamento a due case famiglia. Sono i servizi sociali, intervenuti proprio a causa dei problemi del ragazzo, a raccogliere le confessioni della moglie. 

«Sei una balena, un sacco di m..., insulsa, storpia» le avrebbe detto l'uomo. «Una volta o l'altra la testa ti vola" avrebbe aggiunto. E scatta la denuncia, in cui si spiega come Livio Finotto fosse solito prendere la moglie a calci e sberle, sfogare la propria rabbia sui mobili di casa le lanciare contro la coniuge ogni tipo di oggetto, dai piatti ai suppellettili, ogni qual volta trovava qualche cosa che non gli andava a genio. L'episodio più grave avviene però quando, ubriaco, avrebbe colpito la moglie sferrandole in un forte pugno alla bocca, causandole una ferita profonda e la perdita di ben otto denti.

Anche il figlio sarebbe stato oggetto delle "attenzioni" del 67enne, umiliato, offeso, denigrato e picchiato. Nell'udienza di ieri hanno deposto dei testimoni, tra cui il fratello dell'imputato, che hanno confermato come l'uomo si lasciasse andasse occasionalmente a scatti d'ira ma che comunque tutto si sarebbe svolto entro i canoni della normale vita familiare

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