Furti in chiese e santuari di Treviso e Pordenone, due condannati

Alla sbarra erano finiti il pordenonese Riccardo Buffo, 56enne, il barese Antonio Cipolletti, 65enne (unico assolto), e l'albanese Tomor Gega, 55enne residente a Pordenone

Il santuario della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza

E' arrivata la condanna per due dei tre componenti della cosiddetta "banda dei santuari" dedita, secondo gli investigatori, al furto delle offerte in luoghi di pellegrinaggio tra le province di Treviso e Pordenone. Alla sbarra erano finiti il pordenonese Riccardo Buffo, 56enne, il barese Antonio Cipolletti, 65enne, e l'albanese Tomor Gega, 55enne residente a Pordenone, accusati di una serie di "colpi" al santuario della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza avvenuti tra il luglio e l'agosto del 2013.

A metterli nei guai i tre le riprese delle telecamere  di sicurezza che erano state poste all'interno del santuario dopo che erano stati scoperti numerosi furti alle cassette delle offerte. Secondo le indagini della Procura i tre avrebbero utilizzato una asticella con dell'adesivo che facevano entrare nel contenitore in cui venivano lasciati soldi dai fedeli in pellegrinaggio, riuscendo così a sottrarre banconote per quale centinaio di euro. Sempre la stessa la tecnica: mentre due operavano per portare via le offerte il terzo faceva da palo.

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A finire condannati sono stati Buffo e Gega, rispettivamente a 1 anno e 8 mesi e 1 anno di reclusione, solo per tre degli innumerevoli episodi  che venivano contestati, avvenuti l'1, il 3 e il 6 agosto del 2013. Per quanto riguarda invece le altre situazioni non sarebbe stato possibile effettuare un riconoscimento certo degli autori del furto. Per la stessa ragione Cipolletti, come gli altri due difeso dall'avvocato Simone Marian del Foro di Treviso, è stato assolto da tutte le imputazione con la formula dubitativa. Il legale di Buffo e Geda ha annunciato ricorso in appello.

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