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Cronaca San Zeno / Via Dandolo Enrico

Ex Telecom di via Dandolo, murato lo stabile e indagati 16 attivisti

Dopo lo sgombero dell'edificio, lunedì pomeriggio, gli operai hanno proseguito i lavori di muratura degli accessi della ex Telecom. 16 degli attivisti di Ztl Wake Up sono indagati per "invasione di terreni ed edifici"

Murati gli accessi della ex Telecom di via Dandolo. Dopo lo sgombero eseguito da polizia e carabinieri lunedì pomeriggio, gli operai hanno continuato i lavori di chiusura delle entrate principali e delle finestre.

Mentre lo stabile veniva posto sotto sequestro, il caso è già arrivato in Procura e il pm Gabirella Cama ha aperto un fascicolo.

Gli attivisti identificati e indagati per "invasione di terreni ed edifici" sono sedici, mentre restano da valutare le posizioni di altre 50 persone, che saranno identificate attraverso testimonianze, video e foto raccolti dalla Digos.

Tuttavia il collettivo Ztl Wake Up, che ha occupato e ripulito l'edificio di via Dandolo per un mese, non molla e, dopo la manifestazione spontanea di ieri pomeriggio, ha già presentato in Questura la richiesta per una nuova manifestazione, prevista per sabato 2 febbraio e alla quale dovrebbero prendere parte almeno 200 persone, tra studenti e attivisti.

L'adesione al corteo, che potrebbe avere numeri ben più alti, preoccupa la Questura, che teme pericolose infiltrazioni da parte dei centri sociali padovani e mestrini.

Occupazione ex Telecom, dallo sgombero al corteo

Numerose manifestazioni di solidarietà e appoggio sono arrivate ai giovani di Ztl Wake Up dalla Rete e dal mondo politico trevigiano, soprattutto a Sinistra.

L'operazione della polizia è stata classificata come "una delusione" da parte del candidato sindaco del Pd, Giovanni Manildo, che si era impegnato per "avviare un dialogo sereno tra giovani e istituzioni".

Severi, soprattutto con il vicesindaco Giancarlo Gentilini, Luigi Calesso (Un'Altra Treviso) e l'eurodeputato Udc Andrea Zanoni, che ha sottolineato come Treviso abbia bisogno "di valorizzare i propri giovani offrendo loro spazi e la giusta attenzione, non di uno stato di polizia".

“Premesso che la legalità costituisce un principio valido per tutti - ha precisato Zanoni - questo episodio mette in luce due cose: il disperato bisogno dei nostri ragazzi di non essere più emarginati e la totale inadeguatezza di una certa classe politica bigotta e qualunquista”.

L'eurodeputato ha criticato soprattutto le affermazioni di Giancarlo Gentilini in merito allo sgombero e l'invito provocatorio rivolto ai giovani ad andarsene in parrocchia: “Gentilini vorrebbe vedere tutti i giovani trevigiani plasmati a sua immagine e somiglianza, magari vestiti di verde, o peggio ancora di nero. Treviso non ha di certo bisogno di un salto nel passato ma di darsi una rinfrescata proprio nell'interesse dei giovani contro i quali l'esponente leghista punta il dito”.

Meno indulgente nei confronti del collettivo la segretaria dell'Udc, Gianna Galzignato, per la quale l'occupazione rappresenta un "metodo da Robin Hood urbano con il quale non si conquista nulla e anzi, tutto finisce con l'intervento delle forze dell'ordine che trasforma un fatto politico in un mero avvenimento di cronaca".

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