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Narciso Gasparetto ad una festa in malga

Narciso Gasparetto ad una festa in malga

E' morto Narciso Gasparetto, colonna portante dei malgari del Grappa

Aveva 82 anni e viveva a Monfumo. Era bravo a fare il formaggio, Bastardo e soprattutto Morlacco. Aveva portato avanti la sua attività per mezzo secolo

VILLORBA L’A.Pro.La.V., Associazione Produttori Latte del Veneto, attraverso il suo presidente, Terenzio Borga e il Direttore, Bruno Bernardi, si unisce al cordoglio per la scomparsa di Narciso Gasparetto, storico membro trevigiano dell’associazione. “Con Narciso – afferma l’associazione - se ne va il rappresentante di una generazione “eroica” di malgari, che nel corso del ‘900 hanno tenuto vivo questo mestiere nobile e antico. Dobbiamo tutta la nostra riconoscenza a persone come Gasparetto che, attraverso il lavoro in alpeggio hanno svolto, e svolgono ancora oggi, una funzione insostituibile per la tutela ambientale del Monte Grappa. Solo grazie a queste persone è stato possibile salvare i pascoli dall’abbandono e tramandare conoscenze casearie uniche, tutelando dalla scomparsa formaggi tipici come il Bastardo del Grappa e il Morlacco del Grappa, oggi difeso anche dal presidio Slow Food”.

Narciso Gasparetto aveva compiuto 82 anni e risiedeva con la moglie Delfina a Monfumo. Prima dei vent’anni aveva iniziato a salire ogni primavera con la sua mandria fino ai mille metri di altitudine, alle pendici di Cima Grappa dove si aprono i pascoli. Lunghe stagioni in malga arrivando ad allevare fino ad un centinaio di capi, anche di vacca burlina, la razza bovina autoctona del Veneto, oggi al centro di un progetto di valorizzazione per salvarla dal pericolo di estinzione. Era bravo Narciso a fare il formaggio, Bastardo e soprattutto Morlacco, e più volte aveva ricevuto riconoscimenti nel corso del Consorso Formaggi di Malga, che A.Pro.La.V. tiene ogni estate a Malga Campocroce. Aveva portato avanti la sua attività per mezzo secolo, gestendo da ultimo Malga Mure in comune di Paderno del Grappa. Nel 2005 una grave emorragia cerebrale lo aveva costretto a letto, tenendolo per sempre lontano dalla sua montagna. Oltre alla moglie, lascia i tre figli Danilo, Oriana e Dania. Le esequie saranno celebrate sabato 7 giugno nella parrocchiale di Castelli di Monfumo, alle 10,30.

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