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Aeroporto Canova, tra poco la nebbia non farà più paura

Entro febbraio 2014 dovrebbe essere completato l'iter per l'assegnazione della seconda categoria, che consentirà allo scalo trevigiano di utilizzare il dispositivo anti-nebbia installato un anno prima

Aeroporto di Treviso ostaggio della nebbia, ma ancora per poco. Secondo quanto riferito dal presidente della Save, Enrico Marchi, alla Tribuna di Treviso, a febbraio dovrebbe sbloccarsi il nodo burocratico che ad oggi impedisce ai velivoli di decollare e atterrare dal e al "Canova" con la nebbia.

Lo scalo trevigiano ha installato da oltre un anno un costoso impianto anti-nebbia che però non può essere utilizzato a causa di un intoppo burocratico. Aertre, la società che gestisce il "Canova" attende che all'aeroporto venga assegnata la seconda categoria, che gli permetterà il salto di qualità. Il passaggio da una categoria all'altra, però, è vincolato alla pubblicazione della mappa dello scalo in un registro ufficiale (Airac) da parte di Enav, la società che fornisce il servizio di controllo del traffico aereo.

Si tratta di una pratica che, solitamente, richiede solo qualche giorno, ma nel caso del "Canova" la situazione è più complessa. Secondo quanto spiegato dall'ufficio stampa dell'Enav al quotidiano di Treviso, la società non può accedere alla mappa dell'aeroporto perché la sua torre di controllo è militare. La mappa, quindi, va chiesta all'aeronautica militare.

A fare le spese del solito pasticcio all'italiana le migliaia di passeggeri che si trovano a transitare dal "Canova" nei giorni di nebbia: voli cancellati o rimandati, atterraggi deviati a Venezia, con un impianto all'avanguardia lasciato in disuso.

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