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L'area di Via Cima Mandria

L'area di Via Cima Mandria

Montebelluna: nuova proposta per edificare davanti alla necropoli

Fallita l'ipotesi del parco archeologico, il Comune pensa a mettere in vendita il terreno nella zona degli scavi per costruire una nuova lottizzazione. Sul piede di guerra i Beni Culturali

MONTEBELLUNA- Archeologia e speculazione edilizia si uniscono nella splendida cornice della Marca trevigiana. Una vicenda complessa, iniziata già nei primi anni Duemila, quando a Montebelluna nell'area di via Cima Mandria, zona delle Rive di Posmon, si iniziò a scavare per edificare una nuova lottizzazione. Poche settimane dopo l'inizio dei lavori però numerosi reperti archeologici vennero alla luce. Alle prime scoperte, seguirono numerose indagini che rilevarono una straordinaria concentrazione di testimonianze antiche nel sottosuolo.

Le oltre 350 tombe della necropoli di Posmon, databili dall’età preromana a quella romana, vennero documentate tra il 2000 e il 2002 e furono ricoperte dopo aver recuperato i corredi, entrati a far parte della collezione del Museo di Storia naturale e archeologia del comune trevigiano, venendo anche esposti nell’ambito della mostra “Storia di antichi Veneti. La situla di Montebelluna”. A riportare la notizia è l'archeologo Manlio Lilli, grande studioso ed esperto della travagliata vicenda della necropoli di Montebelluna. Stando alle sue dichiarazioni l'amministrazione comunale agli inizi, aveva deciso di tutelare e valorizzare questo simbolo di archeologia veneta. Il primo passo era stato la permuta, con aggiunta di un conguaglio, per diventare proprietaria dell’area, per poi musealizzare all’aperto i resti del I secolo d.C. trasformandoli in un brand di Montebelluna, un “Parco archeologico” che fosse luogo di identificazione culturale e attrazione turistica insieme. 

Peccato che dal 2008 tutti i lavori siano fermi e l'area museale sia stata lasciata in uno stato di totale abbandono, senza neanche provvedere alla sostituzione della rete del cantiere con un pannello fotografico dell’area e dei suoi caratteri archeologici, come suggerito da Lucio De Bortoli di Montebelluna Nuova. Oggi il buco è ancora lì e così l'ex assessore alla Cultura nella seconda giunta Zaffaina, Orietta Meccatelli, ha proposto di "dare il permesso per costruire sul lotto, in modo da lasciare in vista, protetti, gli scavi. Solo così sarà possibile renderli fruibili alla vista della gente". Potrebbe essere l'unica soluzione praticabile per accontentare entrambi gli interessi, anche se l'idea di una villetta costruita sulla necropoli romana sembra destinata a far rabbrividire gli esperti dei beni culturali, oltre a sollevare numerose polemiche tra i cittadini. 

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