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Neonata muore dopo 12 ore di travaglio, esposto contro l'ospedale

Il papà e la mamma si sono quindi rivolti subito a Studio3A, che ha presentato esposto in Procura contro l'Ospedale dell'Angelo

TREVISO - Dopo 12 ore di travaglio doloroso e forzato, una neonata bengalese, T.R., nasce il 27 maggio alle ore 23:15, con l’urgenza di essere subito ossigenata. "L’Ospedale dell’Angelo di Mestre non ha l’apparecchiatura adatta per l’ossigeno - si legge in una nota di Studio 3A - e la trasferisce all’ospedale di Treviso. Il giorno dopo la bimba muore, il 28 maggio alle ore 22:15".

Il papà e la mamma si rivolgono quindi subito a Studio3A, che ha presentato esposto in Procura contro l’Ospedale dell’Angelo." A seguito dell'intervento di Studio3A - continua la nota - il Pubblico Ministero ha avviato un’indagine, predisponendo l’autopsia (che verrà effettuata mercoledì).

"Un fatto di cronaca che evidenzia l’ennesimo caso di errore medico" secondo Studio 3A. "Errori che spesso sono causa di tragedie umane che si possono evitare - conclude la nota -, soprattutto in casi ordinari come la nascita di un bambino. Il parto può prevedere delle complicanze, ma anche in tali circostanze sono previsti dei protocolli, che i medici devono attuare per limitare i rischi. Ora si verificherà se per la piccola bengalese questo sia avvenuto".

LA REPLICA DELL'ULSS - "Un esito infausto, nonostante la piena sinergia tra gli ospedali - dichiara l'azienda sanitaria veneziana - In attesa che l'autopsia confermi che la morte della neonata è dovuta a cause naturali, la direzione dell'ospedale precisa che l'operato dei medici risponde al consueto protocollo e alle consuete sinergie tra ospedali veneti. Di fronte a una gravissima asfissia del neonato, il trasferimento a Treviso è prassi consueta - continua l'Ulss 12 - per consentire la “terapia ipotermica”, di cui l'ospedale trevigiano è centro di riferimento per le strumentazione e per le assodate e sperimentate competenze cliniche. Allo stesso modo, di fronte ad altre patologie, altri ospedali del Veneto ricevono e trattano casi: nessuna carenza di tecnologie a Mestre, ma semmai la disponibilità piena della miglior tecnologia, al servizio dei nascituri: disponibilità e tecnologia che non escludono un possibile esito infausto, come nel caso in oggetto, nonostante la piena collaborazione tra ospedali"

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