Ca' della Robinia, Remo Sernagiotto rinviato a giudizio per truffa e corruzione

Il processo a carico dell'ex eurodeputato ed ex assessore del Veneto inizierà il prossimo il 14 gennaio. Sul banco degli imputati anche l'ex dirigente dei servizi sociali della Regione Mario Modolo, l'ex proprietario del Disco Palace Giancarlo Baldassin e il consulente finanziario Egidio Costa

Remo Sernagiotto, ex europarlamentare

Truffa e corruzione. Sono questi i reati di cui dovrà rispondere l'ex eurodeputato ed ex assessore del Veneto Remo Sernagiotto nel processo per lo scandalo di Ca' della Robinia che inizierà il prossimo il 14 gennaio e che insieme all'esponente politico, figura storica di Forza Italia transitato successivamente nei Conservatori di Fitto e ora approdato in Fratelli d'Italia, vedrà imputati anche l'ex dirigente dei servizi sociali della Regione Mario Modolo, l'ex proprietario del Disco Palace Giancarlo Baldassin e il consulente finanziario Egidio Costa. Come Sernagiotto anche Modolo e Baldassin dovranno rispondere di truffa e corruzione. Nei confronti di Baldassin viene ipotizzata anche la bancarotta, Costa è accusato di truffa.

I quattro rinvii a giudizio sono stati emessi dal gup Bruno Casciarri al termine dell'udienza preliminare di ieri. Il quinto indagato, Pierino Rebellato - ex socio della cooperativa -  si presenterà davanti al giudice dopodomani per discutere la richiesta di patteggiamento. La vicenda che vede coinvolto Sernagiotto è quella relativa al finanziamento da 3 milioni e mezzo di euro di un progetto che doveva far sorgere una fattoria didattica per persone disabili nell'area dell'ex Disco Palace di Nervesa. Ma invece quello che venne realizzato fu una birreria  Per l'accusa Sernagiotto (difeso dall'avvocato Fabio Crea) sarebbe sceso in campo personalmente per risolvere i problemi finanziari di Giancarlo Baldissin (assistito dall'avvocato Massimo Benozzati) ovvero il proprietario della discoteca e socio in affari dell’ex assessore regionale al sociale. Baldassin avrebbe quindi corrotto con 60 mila euro Sernagiotto e Modolo, una sorta di "percentuale" versata per aver fatto sì che che Ca' della Robinia, pur non essendo una vera cooperativa sociale, ottenesse un finanziamento da oltre tre milioni di euro reso possibile dalla legge regionale 8/2011 -di cui fu relatore Sernagiotto- per l’istituzione del fondo di rotazione dei finanziamenti per progetti sociali da estendere anche al sostegno per l’acquisto di immobili. Come appunto l'ex Disco Palace di Nervesa, comprato sostiene l'accusa,  per consentire a Baldassin di recuperare liquidità necessaria a coprire i debiti che aveva accumulato.

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In precedenza avevavano patteggiato in fase di indagine Bruna Milanese, la presidente della coop Ca’ della Robinia, i figli Stefano e Selene Bailo che facevano parte del consiglio di amministrazione e l’ex consigliere Roberto Ferro. Per la presidente, che aveva la posizione più complicata, accusata di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e bancarotta, la pena patteggiata è stata di 2 anni e 4 mesi. Sospensione condizionale, invece, per i figli Selene (2 anni), Stefano Bailo (1 anno e 8 mesi)  e per Ferro, che ha patteggiato 1 anno e 6 mesi. «Sono sempre stato un uomo delle istituzioni -ha commentato Sernagiotto dopo aver appreso del rinvio a giudizio- e mi difenderò a processo per dimostrare la mia onestà, la mia correttezza e il fatto di non aver mai tradito la fiducia dei cittadini».

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