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Niente fondi per il Molinetto: fuoco incrociato tra Gianpaolo Bottacin e Laura Puppato

L'assessore alla protezione civile della Regione Veneto risponde alle accuse della senatrice del Partito Democratico, che replica: "Non mi aspettavo altro che insulti gratuiti"

REFRONTOLO “La legge 225/1992 prevede che sia il Consiglio dei Ministri, su proposta del  Presidente, ovvero, su sua delega, di un Ministro con portafoglio o del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri segretario del Consiglio, a deliberare lo stato di emergenza”.

La precisazione, codice alla mano, è dell’assessore alla protezione civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, che risponde così alle accuse di inerzia sollevate agli uffici regionali dalla senatrice Laura Puppato circa la richiesta di calamità per il tragico evento di Refrontolo dell’agosto 2014.

“La medesima legge – spiega Bottacin – evidenzia che della Regione possa essere acquisita l’intesa; la Regione può stimolare il governo ma certamente non può essere l’attore principale in una partita di competenza governativa e per la quale il governo può agire in completa autonomia e senza richieste regionali”.

“Dopo le lezioni sui Pfas e sull’idraulica del Piave, la senatrice Puppato sta diventando una habitué delle gaffe – prosegue l’assessore –; la puntata quotidiana riguarda Refrontolo e spiace che sia riferita a una triste circostanza nella quale alcune persone hanno perso la vita”.

“Prima di spararle grosse, sarebbe opportuno che la senatrice studiasse la normativa. Nel caso di Refrontolo, non è assolutamente vero, come già spiegato, che la Regione abbia chiesto lo stato di emergenza in ritardo – sottolinea ancora l’assessore –, è invece un fatto assodato che il governo non si è preoccupato di riconoscerlo, che è cosa ben diversa. Se ci sono state inadempienze, vanno in tal caso ricercate nel governo e non certo nella Regione; a maggior ragione visto che il governo era al corrente della questione, avendo fatto un sopralluogo sul posto addirittura il ministro Galletti nei giorni immediatamente successivi alla tragedia”.

“Purtroppo sono costretto a rilevare – conclude l’assessore – che non sempre il governo, anche in modo inspiegabile, concede lo stato di emergenza nonostante il Veneto lo richieda ogni qual volta i suoi territori o le sue comunità vengono colpite da calamità.  Ricordo, ad esempio, quanto accaduto il 15 settembre 2015, quando per due sole province venne riconosciuto lo stato di emergenza sulle quattro ‘ferite’ dal maltempo e puntualmente segnalate dalla Regione. Rimasero fuori il trevigiano, terra della stessa senatrice Puppato, e la provincia di Vicenza. Se ciò sia dovuto a questioni collegate alla geografia politica interna alla maggioranza di governo non possiamo saperlo, ma se così fosse si potrebbe arguire lo scarso peso della senatrice Puppato”.

“Niente di nuovo - commenta così Laura Puppato le parole dell’Assessore Bottacin - non mi aspettavo altro che insulti gratuiti in risposta al problema che da oltre un anno sollevo su Refrontolo e gli altri comuni colpiti nell’agosto 2014. Del resto è questo l’andazzo in Regione, di fronte agli errori, anziché correggerli, si cerca di denigrare chi li evidenzia, senza la minima capacità di autocritica”.

“Purtroppo per Bottacin qui la storia è semplice e palesa in tutta evidenza le mancanze della Regione - ha spiegato la senatrice - la Direttiva del Presidente del Consiglio del 26 ottobre 2012 è molto chiara, è compito della Regione inviare la richiesta dello Stato d’Emergenza alla Direzione per la Protezione Civile, che sulla base di questa emana lo Stato di Emergenza o meno. Se questo non fosse vero per quale ragione, solo dopo la mia denuncia nel febbraio del 2015 (ben 6 mesi dopo l’evento) Zaia ha provveduto alla richiesta dello stato di emergenza? Se Bottacin inventa almeno inventi bene perché la contraddizione è evidente come il suo arrampicarsi sugli specchi che lo rende non credibile. Ricordiamo bene, il Presidente Zaia chiese aiuto ai quattro venti subito dopo quel 2 agosto 2014, ma solo sui giornali, visto che passarono sei pesanti mesi prima di avanzare la semplice e doverosa richiesta formale, avvenuta il 5 febbraio 2015, un tempo enorme che ne ha determinato il non accoglimento. Anche questo è ovvio, emergenza fa rima con tempismo non con ritardo. La realtà è che in Regione Veneto si erano bellamente dimenticati della faccenda e sono tornati ad occuparsene solo quando la sottoscritta chiese informazioni sull’iter della procedura”.

"Siamo talmente informati e attenti sulle necessità del nostro territorio, caro assessore che abbiamo voluto capire come si siano comportate altre regioni in casi analoghi a quelli veneti. Le Regioni che funzionano bene hanno agito tempestivamente dopo gli eventi eccezionali che le hanno colpite, ottenendo da subito i fondi per l’aiuto a privati e aziende, come la Puglia, colpita tra l’1 e il 6 settembre 2014, che fece richiesta il 12 settembre, sei giorni dopo (non sei mesi!), il 19 aveva già pronta la relazione tecnica, un’efficienza umiliante per noi Veneti - ha aggiunto - capisco le difficoltà di Bottacin e compagnia cantante a difendere l’indifendibile, ma siamo di fronte ad un caso così palese di malgoverno che neppure gli insulti potranno celare”.

“Sulle illazioni riguardanti il mio peso politico, sono ridicole e non meritano risposte, ma mi preoccupa che un assessore regionale consideri criterio per l’erogazione dei fondi la presenza o l’assenza di qualche padrino politico e non la presenza di un bisogno oggettivo dei cittadini, se fosse così vivremmo in un paese mafioso e non in un paese democratico” ha concluso.

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