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L'energia elettrica del campo nomadi "rubata" dal cantiere della Pedemontana

Blitz dei carabinieri di Castelfranco ad Altivole, dove i militari sono dovuti intervenire con una ruspa, a Riese Pio X e a Vedelago. In tutto 21 persone denunciate e due arrestati

CASTELFRANCO Alimentavano televisori, illuminazione, frigoriferi, condizionatori il proprio campo nomadi utilizzando l'energia elettrica del cantiere della Pedemontana Veneta, attraverso un allacciamento abusivo. Questo quanto hanno scoperto i carabinieri di Castelfranco che sono intervenuti qualche giorno fa, con il nucleo tutela ambientale, nucleo tutela del lavoro e tecnici comunali (una task force di circa 40 uomini), in un campo nomadi di Altivole. Le famiglie residenti nel campo avevano creato un collegamento ben nascosto, in un pozzetto sistemato sottoterra a due metri di profondità: per portare alla luce il pozzetto in cui era stato creato il by-pass, è stato necessario far intervenire una ruspa. (le interviste al comandante provinciale Ruggiero Capodivento e al capitano Alessandro Albiero)

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Complessivamente i controlli in questo campo nomadi ma anche quelli svolti a Riese Pio X e a Vedelago hanno portato alla denuncia di 18 persone per furto di energia elettrica in concorso. Nell'ambito dei controlli sono stati arrestati un 53enne e di un 30enne, entrambi per violazioni alle prescrizioni degli arresti domiciliari. La moglie e la figlia del primo, di 53 anni e 27 anni, e una 27enne compagna del secondo sono state invece denunciate per ricettazione. I militari, perquisendo il campo in cui vivono, hanno recuperato refurtiva trafugata (si tratta di 54 capi d'abbigliamento in tutto) in vari negozi di Castelfranco (Benetton, Original Marines, Oviesse, Tezenis) e Bassano del Grappa (Sorelle Ramonda). Le donne insomma, dopo l'arresto dei loro uomini, si stavano così occupando degli "affari di famiglia".

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