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Cronaca

Artigiano non paga rata fantasma, Equitalia avvia pignoramento

Un artigiano trevigiano non paga una rata che non sapeva di dover saldare e si ritrova un pignoramento da parte di Equitalia. La denuncia dell'episodio viene da Cna Treviso

Un imprenditore non paga una rata che non sa di dovere saldare ed Equitalia passa al pignoramento senza preavviso. A denunciare l'episodio che vede protagonista un artigiano trevigiano è Cna Treviso.

Secondo quanto riferito dall'associazione, l'imprenditore, titolare di un'azienda manifatturiera con una decina di dipendenti, aveva contratto con l'Agenzia delle Entrate un debito di 50mila euro di tasse non pagate. A causa di committenti che non pagavano o ritardavano di saldare le forniture, l'azienda si trovava in carenza di liquidità e, per non licenziare né far mancare lo stipendio ai propri dipendenti, l'imprenditore aveva preferito contrarre un debito con il fisco.

Assistito da Cna Treviso, l'uomo aveva chiesto e ottenuto dall'Agenzia delle Entrate una suddivisione del debito in rate mensili da 950 euro, ed era stato costretto a sottoscrivere una polizza fideiussoria con la banca di fiducia a copertura delle somme dovute.

Una volta saldato il debito, però, l'artigiano ha scoperto, del tutto casualmente, che Equitalia aveva avviato una procedura legale nei suoi confronti, pignorando la polizza bancaria. Motivo dell'azione un'ultima rata non pagata, di importo di 1800 euro, per le spese non inserite nella rateizzazione concessa dall'Agenzia delle Entrate.

Secondo quanto denunciato da Cna Treviso, l'artigiano non sapeva di dover pagare quest'ultima rata in quanto non aveva ricevuto da Equitalia alcune comunicazione in merito.

"Secondo Equitalia, l'artigiano avrebbe dovuto informarsi se la sua posizione con l'Agenzia fosse chiusa - spiega Alfonso Lorenzetto, presidente provinciale Cna - Noi invece pensiamo l'esatto contrario: che un fisco davvero 'amico' è un fisco che dialoga con il contribuente, presumendone la buona fede, ed è scevro da atteggiamenti punitivi. E' del tutto evidente - continua - che, dopo aver pagato tutto senza mai ritardare la scadenza, l'artigiano non avrebbe avuto nessun problema a chiudere le sue pendenze con il fisco versando l'ultimo debito che, nel frattempo, per interessi e spese, era lievitato a 3800 euro".

"Equitalia può aprire tutti gli sportelli amici che vuole, ma alla base deve esserci un cambio di mentalità - conclude Lorenzetto - Pagare le tasse allo Stato è un dovere ma non deve diventare una vessazione, l'esercizio di un abuso di potere da parte dell'Amministrazione finanziaria".

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