«Non riesco a sfamare i figli»: impietosisce anziana e le prosciuga il conto

I fatti sono avvenuti in Trentino alla fine del 2019. Un marocchino di 24 anni si trova rinchiuso nel carcere di Treviso e dovrà rispondere dei due reati, aggravati anche dalla continuazione

Un'anziana riceve la visita di un truffatore

Da quello che inizialmente sembrava solo un gesto di carità, i carabinieri delle Stazioni di Primiero-San Martino di Castrozza e Imer, grazie alla segnalazione di un’anziana signora, sono giunti a ricostruire una storia di raggiri, minacce e tentata estorsione. Tutto è nato nel giugno 2019 quando una signora ha deciso di confidarsi con i militari, esasperata dalle insistenti richieste di elemosina di un 24enne nordafricano, che erano iniziate con piccole offerte di denaro, fatte all’uomo, quando passava dalla sua abitazione per la questua. Sulle prime l’anziana, impietosita dai tristi racconti del giovane, che descriveva le sue difficoltà nello sfamare i figli o le raccontava il suo periodo nelle carceri marocchine, piuttosto che della requisizione del poco denaro guadagnato, era stata indotta ad aiutarlo, ma -facendo breccia nel suo “buon cuore”- nel volgere di nemmeno due anni, il nordafricano era riuscito a ottenere diverse migliaia di euro.

Appresa la vicenda, i carabinieri hanno svolto alcune indagini, appurando che i racconti fatti alla anziana signora erano frutto di pura invenzione, finalizzata a spillarle soldi, per cui -informata l’Autorità Giudiziaria- non senza difficoltà si sono impegnati a convincere la donna, di animo generoso, che non voleva cessare le dazioni al nordafricano, ritenuto vittima innocente, ma di fatto insaziabile e senza scrupoli, tanto da proseguire con i suoi raggiri per ottenere ingiuste elargizioni.

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Nel dicembre del 2019, finalmente, convinta dai militari, l’anziana ha smesso di regalare denaro all’uomo, che ha quindi tentato di estorcerlo, giungendo a vere e proprie minacce, ma i carabinieri delle citate Stazioni con il supporto tecnico del Nucleo Operativo della Compagnia di Cavalese, hanno potuto documentare meticolosamente la vicenda, creando le premesse per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa alcuni giorni fa dal Gip del Tribunale di Trento per i reati di truffa e tentata estorsione. Il magrebino, residente in Veneto, ora si trova rinchiuso nel carcere di Treviso e dovrà rispondere dei due reati, aggravati anche dalla continuazione.

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