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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

"Nuova area commerciale al casello di Preganziol? No, grazie!"

Intervento di Marcello Criveller, trevigiano, presidente di Confcooperative-Federconsumo Veneto, a difesa delle piccole e medie strutture di vendita

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Nei giorni scorsi una delegazione di agenti immobiliari russi, in visita nella nostra regione, ha espresso preciso interesse per investimenti commerciali nell'area del casello di Preganziol (TV), dove da tempo si parla di un mega centro commerciale da 400mila mq, cosiddetto Ikea.

"Qualcuno dovrebbe spiegare a questi signori la reale situazione del commercio al dettaglio in Veneto" - interviene Marcello Criveller, trevigiano, presidente di Confcooperative Federconsumo Veneto, la struttura che rappresenta le imprese cooperative nel settore della distribuzione commerciale, alle quali aderisce anche la cooperativa di consumo G. Toniolo di Conscio di Casale sul Sile, insediata da decenni ad appena un chilometro dal casello autostradale di Preganziol. "L'andamento dei consumi anche nella nostra regione continua a registrare un calo netto nelle vendite (-7,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, dati Ascom), il Veneto ha già un sistema distributivo sovrabbondante per quanto riguarda la grande distribuzione (con una densità di 484 mq ogni 1.000 abitanti, superiore addirittura a quello della Lombardia, che si ferma a 466 mq), tutti i giorni vediamo abbassare le serrande di negozi che non riapriranno mai più. Eppure, nonostante ciò, nella nostra regione si continua a parlare di aumento dei centri commerciali e delle superfici di vendita, consumando e deturpando un territorio già notevolmente compromesso".

Per quanto riguarda nello specifico il paventato investimento russo nell'area del casello di Preganziol, Criveller dichiara: "A Treviso non abbiamo assolutamente bisogno di nuovi centri commerciali, che ammazzano le strutture di vendita già esistenti. L'ipotetica creazione di nuovi posti di lavoro è solo uno specchietto per le allodole. Piuttosto, abbiamo bisogno di tutelare le piccole e medio imprese che ci sono, per i servizi che offrono, per gli investimenti che fanno a favore del territorio e per i posti di lavoro che garantiscono nel medio-lungo periodo. Il mordi e fuggi, frequente nel sistema della grande distribuzione, non giova a nulla e a nessuno, se non agli speculatori, che spesso provengono da fuori".

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