Proteste contro il nuovo Dpcm, in migliaia scendono in piazza: «Fateci lavorare»

Oltre duemila persone, lunedì pomeriggio, hanno partecipato al sit-in indetto da Treviso Imprese Unite in piazza dei Signori. Il sindaco Conte: «Sono con tutti loro»

Due manifestanti in piazza

Oltre due mila persone in piazza dei Signori. Certi numeri non si vedono con frequenza in centro a Treviso, ma questa volta per molti l'occasione era troppo importante per non partecipare al sit-in contro il nuovo Dpcm. Una manifestazione del tutto pacifica quella indetta da Treviso Imprese Unite, svoltasi nel totale rispetto dell'uso delle mascherine mentre, purtroppo, il distanziamento sociale tra i partecipanti è stato impossibile da mantenere. Una situazione sulla quale, però, le forze dell'ordine hanno preferito "chiudere un occhio" per non fomentare gli animi già incandescenti.

I presenti, infatti, sono arrivati in centro a Treviso da tutto il Veneto, oltre che dal Friuli. Tra loro partite Iva, dipendenti, famiglie, studenti, lavoratori dello spettacolo, rappresentanti di palestre e piscine, oltre che diversi esponenti delle Amministrazioni locali. A presiedere la manifestazione c'era Andrea Penzo Aiello di Treviso Imprese Unite: «Con il terzo decreto in 12 giorni hanno definitivamente affossato gran parte del tessuto produttivo nazionale. Queste mezze misure, che penalizzano chi si è impegnato e ha investito per mesi a mettere in sicurezza palestre, negozi, locali e uffici, in realtà da una parte dimostra l'incapacità del Governo di fare controllare chi non rispettava le norme e dall'altra il continuo voler fare ricadere le conseguenze di queste cattive decisioni su imprese e dipendenti. Proprio per questo oggi siamo tutti in piazza, senza bandiere, e affiancati dalle Amministrazioni locali che come noi soffrono di ritardi nell'elargizione dei promessi ristori e decisioni scellerate. Questo per fare sentire al Governo che siamo stanchi di essere il capro espiatorio, l'attività non essenziale. Perché garantire uno stipendio dignitoso, a noi e ai nostri dipendenti, è essenziale e fondamentale. Devono lasciarci lavorare nel rispetto delle norme o avere il coraggio di chiuderci completamente, garantendo però un sostentamento e un futuro alle nostre aziende, oltre che una dignitosa e tempestiva remunerazione ai dipendenti che dovremo lasciare in cassa integrazione». 

Riguarda la diretta integrale del sit-in in piazza

Tra i manifestanti anche Davide Acampora, consigliere comunale a Treviso: «Bene questa manifestazione in piazza dei Signori organizzata da Treviso Imprese Unite a fianco di ristoratori, baristi, partite IVA e a migliaia di lavoratori in estrema difficoltà. Quanto visto oggi sarà solo l'inizio se il Governo abusivo romano continuerà a scaricare sui piccoli imprenditori le loro incapacità!». Così invece Raffaele Freda, consigliere comunale a Preganziol: «Siamo tutti solidali con i lavoratori e gli imprenditori che stanno manifestando in Piazza dei Signori la propria contrarietà a quest’ultimo DPCM. Duemila persone per una manifestazione pacifica, nel rispetto delle disposizioni anti contagio. Che la vostra voce giunga sino a Roma e che sia utile ad invertire la rotta». E ancora Davide Fabris (in rappresentanza del comparto dello spettacolo trevigiano): «La temperatura stasera era molto alta, ma ce ne vorrebbero altre mille di manifestazioni come questa!».

Queste poi le parole scelte dal sindaco di Treviso, Mario Conte: «Oggi ho partecipato come cittadino, ancora prima che come sindaco, alla manifestazione in piazza dei Signori di voi imprenditori, partite Iva, dipendenti e lavoratori dei settori messi in ginocchio dal nuovo Dpcm. Ero lì, con voi. Ho ascoltato attentamente le vostre grida di dolore, le ho condivise. Eravate tutti uniti in una manifestazione pacifica. Perché siete persone, non pedine e nemmeno caselline da spuntare. Chiedete di lavorare dopo aver fatto i salti mortali per mettere in sicurezza i propri locali. Chiedete di andare avanti, di non essere messi nelle condizioni di chiudere definitivamente e di trovare una soluzione condivisa, e non calata dall'alto, per arginare insieme il contagio. Lo sapete già: sul nostro sostegno, seppure piccolo e limitato alle possibilità di un Comune, potrete sempre contare: sono con voi, siamo con voi».

In occasione della protesta è infine intervenuto anche il Partito Democratico di Treviso, nelle persone di Giovanni Tonella (Segretario PD dell’Unione Comunale di Treviso), Stefano Pelloni (Capogruppo Consiglieri Comunali PD di Treviso), Liana Manfio (Segretario Circolo PD Treviso Nord), Andrea Nilandi (Segretario Circolo PD Treviso Centro) e Giuseppe Pesante (Segretario Circolo PD Treviso Sud): «Comprendiamo il malessere e la preoccupazione che la manifestazione di stasera esprime e riteniamo anche che sia importante evitare chiusure ancora più dolorose e combattere uniti il Covid-19. Comprendiamo meno certi toni che potrebbero essere frutto di strumentalizzazioni politiche e respingiamo con forza ogni tentazione negazionista. La sicurezza pubblica richiede di stringere i denti e fare ognuno di noi la nostra parte. È fondamentale il senso di responsabilità di ciascuno. Poche e semplici regole che dobbiamo portare avanti tutti uniti per combattere una possibile seconda ondata del virus: usare le mascherine, rispettare il distanziamento e igienizzarsi le mani. Rispettare le regole è necessario per evitare il sovraffollamento di ospedali e terapie intensive, per evitare i camion pieni di bare e per scongiurare chiusure dolorosissime e più vaste di quelle attuali. Il Governo è consapevole della situazione di rischio per le attività e le famiglie coinvolte dalle recenti misure, e per questo dispone di un intervento economico immediato ed eccezionale di 5 miliardi di euro. Saremo a fianco delle categorie che devono fare sacrifici affinché le misure di ristoro e sostegno siano efficaci e celeri. Chi è in difficoltà sarà aiutato! Sono in gioco la sicurezza sociale, la salute pubblica e la democrazia. Tutti facciano la loro parte con saggezza e coraggio. Il Governo si sta muovendo ed è sicuramente aperto al dialogo. Tutti devono fare però la loro parte, in particolare le Amministrazioni locali e la Regione. Le prime con maggiori controlli rispetto al passato, e la seconda lavorando al potenziamento del trasporto locale: ha i soldi e li utilizzi!».

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