Salvini a Napoli: arresti e scontri, tra i manifestanti anche un gruppo di trevigiani

Sabato di scontri e proteste nella città partenopea all'arrivo del leader della Lega Nord. I manifestanti hanno occupato la sala della Mostra d'Oltremare. Numerosi i feriti e gli arresti

Immagine tratta da "Sherwood Foto"

TREVISO Tre persone arrestate e tre denunciate in stato di libertà: questo il bilancio degli scontri avvenuti sabato a Napoli tra manifestanti anti Salvini e le forze dell'ordine. I reati contestati, a vario titolo, sono radunata sediziosa, danneggiamento, lancio di oggetti contundenti, lesioni e violenza a pubblico ufficiale.

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Nei tafferugli sono rimasti contusi complessivamente 28 componenti delle forze dell'ordine: tre funzionari e 25 tra poliziotti e carabinieri. Sei contusi anche tra i manifestanti. Un vero e proprio bollettino di guerra scoppiato dopo l'occupazione della sala congressi della Mostra d'Oltremare (il luogo dove Salvini ha tenuto il suo comizio) da parte di un gruppo di giovani manifestanti provenienti dai centri sociali di tutta Italia. Tra loro anche un gruppo di attivisti trevigiani che era arrivato a Napoli per manifestare il proprio dissenso contro il leader leghista. Quindicimila le persone scese in strada nella sola giornata di ieri. In mezzo a loro, però, si sono materializzati anche gli antagonisti incappucciati e con il volto coperto da sciarpe, che hanno iniziato a lanciare sassi, molotov e altri oggetti contro gli agenti schierati in tenuta antisommossa. Fino ad allora erano stati gridati slogan contro la Lega e Salvini, e lanciati fumogeni e petardi. La guerriglia ha avuto inizio a piazzale Tecchio, a pochissima distanza dalla Mostra d'Oltremare dove Salvini stava tenendo la sua convention ed è continuata anche su via Giulio Cesare. Tragico il bilancio a fine giornata, sullo sfondo di una città letteralmente messa a ferro e fuoco. Nessun attivista trevigiano è rimasto ferito o coinvolto nei provvedimenti delle forze dell'ordine.

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