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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca Oderzo

Picchiata e violentata dal marito e dal suocero, la Procura chiede una condanna esemplare

I due uomini, S.M e P.R, 29 e 59 anni, avrebbero impedito, per ragioni a metà fra il culturale e il religioso, che la la vittima avesse contatti con soggetti che non fossero i suoi familiari. Il più anziano avrebbe anche tentato di stuprarla. Nei loro confronti il pubblico ministero Barbara Sabbatini ha chiesto una pena complessiva di 13 anni

Nove e quattro anni. E' questa la severa richiesta di condanna del pubblico ministero Barbara Sabbatini nei confronti di padre e figlio, cittadini del Bangladesh, accusati di maltrattamenti, lesioni aggravate e violenza sessuale nei confronti della giovane moglie (e nuora), una donna 22enne connazionale dei due imputati. La vittima ha però trovato il coraggio denunciare lo stato di totale asservimento in cui era stata ridotta ma non si è costituita come parte civile.  

La vicenda, che sarebbe accaduto nell'opitergino, è venuta era venuta alla luce nel giugno del 2020. S.M e P.R, 29 e 59 anni avrebbero impedito, per ragioni a metà fra il culturale e il religioso, che la la vittima avesse contatti con soggetti che non fossero i suoi familiari. La donna sarebbe stata costretta a spostarsi soltanto se accompagnata e le sarebbe stato fatto divieto di integrarsi nel tessuto sociale che l'aveva accolta e soprattutto di imparare la lingua italiana. Per assicurarsi la più totale obbedienza marito e suocero sarebbero arrivati a chiuderla a chiave in casa quando si recavano sul posto di lavoro. 

Umiliata con frasi ingiuriose e dispregiative sarebbe stata frequentemente picchiata dal marito, S.M, che le avrebbe inferto schiaffi al viso e alla testa e le avrebbe tirato i capelli. Situazioni che sarebbero degenerate quando il giovane abusava di alcolici, come in una occasione in cui l'avrebbe presa e strattonata per un braccio, appoggiando l'arto su una pentola bollente che stava sui fuochi della cucina procurandole una vistosa ustione. 

Ma è il padre quello su cui ricade la responsabilità di aver tentato, nei confronti della nuora che al tempo in cui si sono svolti i fatti era incinta, la violenza sessuale. L'uomo avrebbe accusato la nuora di essere una poco di buono P.R. e avrebbe approcciato alla donna con dei modi che lasciano poco alla fantasia. In una occasione le si sarebbe avvicinato improvvisamente, baciandole le guance in maniera lasciva, tentando con la la bocca di raggiungere le labbra e l'avrebbe baciata ripetutamente. In un altra invece l'avrebbe trascinata in camera, buttata sul letto matrimoniale, mettendosi  sopra di lei e bloccandole qualsiasi tipo di movimento e quindi le avrebbe toccato il seno. Il 59enne avrebbe anche tentato di toglierle i vestiti di dosso.

Gli avvocati dei due uomini, Giulia Garbo e Alice Lucchese, che invece hanno richiesto l'assoluzione per i due uomini, hanno invece sostenuto che si sarebbe trattato di incomprensioni nell'ambito di una vicenda familiare molto complessa. La sentenza ci sarà il 22 dicembre.  
 

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