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Collaboratore delle forze dell'ordine per sgominare traffici di droga: a processo per spaccio

Durante il dibattimento in aula emerge che un 30enne marocchino fungeva da informatore e che alcune importanti indagini si sono concluse proprio grazie al suo aiuto

Era un importante informatore ma non tutti, nell'ambito delle varie articolazioni delle forze dell'ordine, ne erano a conoscenza. E così è finito nella rete di una attività investigativa parallela, scambiato per un pesce piccolo del traffico di hashish nella zona di Oderzo. Ieri l'uomo, un 30enne marocchino, immigrato regolare, è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione, con la concessione delle attenuanti generiche, la sospensione della pena e la non menzione.

I fatti risalgono al 2015. Il marocchino viene identificato nel corso di una indagine su un giro di spaccio di hashish nell'opitergino mottense. Grazie ad alcune intercettazioni telefoniche e ambientali gli inquirenti ricostruiscono l'attività di spaccio dell'immigrato, piccole dosi di "fumo" vendute a clienti maggiorenni, se si esclude un solo minorenne, risultato essere un 17enne di Oderzo. E scatta la denuncia, che poi porta al rinvio a giudizio. Ma non si tratta però di un pusher come tanti. A dibattimento emerge infatti che il 30enne era da tempo un informatore, grazie alla cui collaborazione nel corso del 2015 erano state possibili alcune importanti operazioni di contrasto del traffico di stupefacenti nella zona orientale della provincia di Treviso, concretizzatasi anche con due importanti sequestri di ingenti quantitativi di droga.

Ma il procedimento penale era però ormai stato incardinato e si è andati avanti con il processo. Il pubblico ministero aveva chiesto 3 anni e 6 mesi di reclusione. Più mite la condanna emessa stamattina dai giudici, in considerazione anche del fatto che l'uomo è un incensurato e alla luce delle sue attività di collaborazione con le forze dell'ordine.

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