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Cronaca Oderzo

Picchiata e violentata, la Procura chiede 13 anni ma il Tribunale li assolve

Marito e suocero della vittima, due cittadini del Bangladesh, avrebbero agito per motivi anche relisiosi. Ma le dichiarazioni della vittima non hanno convinto i giudici

Il pubblico ministero Barbara Sabbatini aveva chiesto i  tutto tredici anni di carcere. Ma il Tribunale di Treviso invece gli ha assolti perchè le accuse della vittima alla fine si sarebbero dimostrate inattendibili. E' finito così il processo nei confronti padre e figlio, cittadini del Bangladesh (difesi dall'avvocato Giulia Garbo e Alice Lucchese) che erano  accusati di maltrattamenti, lesioni aggravate e violenza sessuale nei confronti della giovane moglie (e nuora), una donna 22enne connazionale dei due imputati.

La vicenda, che sarebbe accaduto nell'opitergino, era venuta alla luce nel giugno del 2020. S.M e P.R, 29 e 59 anni avrebbero impedito, per ragioni a metà fra il culturale e il religioso, che la la vittima avesse contatti con soggetti che non fossero i suoi familiari. La donna sarebbe stata costretta a spostarsi soltanto se accompagnata e le sarebbe stato fatto divieto di integrarsi nel tessuto sociale che l'aveva accolta e soprattutto di imparare la lingua italiana. Per assicurarsi la più totale obbedienza marito e suocero sarebbero arrivati a chiuderla a chiave in casa quando si recavano sul posto di lavoro. 

La donna aveva detto di essere stata umiliata con frasi ingiuriose e dispregiative, che sarebbe stata frequentemente picchiata dal marito il quale le avrebbe inferto schiaffi al viso e alla testa e le avrebbe tirato i capelli. Situazioni che sarebbero degenerate quando il giovane abusava di alcolici, come in una occasione in cui l'avrebbe presa e strattonata per un braccio, appoggiando l'arto su una pentola bollente che stava sui fuochi della cucina procurandole una vistosa ustione. 

Ma era il padre quello su cui sarebbe ricaduta la responsabilità di aver tentato, nei confronti della nuora che al tempo in cui si sono svolti i fatti era incinta, la violenza sessuale. L'uomo avrebbe accusato la nuora di essere una poco di buono e avrebbe approcciato alla donna con dei modi che, adetta della parte offesa, avrebbero lasciato poco alla fantasia. In una occasione le si sarebbe avvicinato improvvisamente, baciandole le guance in maniera lasciva, tentando con la la bocca di raggiungere le labbra e l'avrebbe baciata ripetutamente. In un altra invece l'avrebbe trascinata in camera, buttata sul letto matrimoniale, mettendosi  sopra di lei e bloccandole qualsiasi tipo di movimento e quindi le avrebbe toccato il seno. Il 59enne, sempre a detta della donna, avrebbe anche tentato di toglierle i vestiti di dosso.
 

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