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Cronaca Pieve del Grappa

Omicidio a Paderno del Grappa, il "killer" chiede l'inserimento in comunità

Il 21 gennaio scorso il corpo di Blader Dedja, un albanese di 39 anni, fu trovato senza vita in un boschetto di via Dei Carpini. L'omicida reo confesso, un ragazzo che al tempo dei fatti era ancora minorenne, ha chiesto una variazione della misura cautelare del carcere sulla base di una perizia psichiatrica

Da oltre cinque mesi si ritrova recluso in carcere accusato di un delitto gravissimo: l'uccisione di Bledar Dedja,  il 39enne di origine albanese, padre di famiglia, trovato assassinato a coltellate la mattinata del 21 gennaio in un boschetto di via Dei Carpini a Paderno del Grappa. Ora il ragazzo che ha appena compiuto 18 anni - ma che quando avrebbe ucciso era ancora un minore - ha chiesto la revisione della misura cautelare. Il suo avvocato Elisa Berton ha presentato una istanza affinché il proprio assistito venga trasferito in una comunità. Alla base della domanda, a cui il Tribunale per i minori di Venezia non ha ancora risposto, ci sarebbe una perizia psichiatrica che indica come l'attuale 18enne si trovi in una condizione di "confusione" (che al tempo dei fatti sarebbe stata relativa anche all'orientamento sessuale) e starebbe affrontando un percorso psicologico.

Il 39enne, sposato e padre di famiglia, e il giovane si sarebbero conosciuti in una circostanza lavorativa. Tra i due sarebbe nata una frequentazione particolare, forse una relazione che però il 17enne avrebbe voluto interrompere. Così avrebbe chiesto a Dedja di mettere fine a quella storia. Ma l'albanese si sarebbe rifiutato; secondo una versione trapelata nei mesi scorsoi Bledar avrebbe persino tentato di "ricattare" il ragazzo, dicendogli che avrebbe fatto sapere tutto alla famiglia. Il giovane, messo con le spalle al muro, avrebbe allora optato per la più tragica delle soluzioni.

Si sa che il ragazzo e Dedja avrebbero avuto un appuntamento nel pomeriggio di sabato 20, come confermato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza che gli avrebbero ripresi insieme vicino alla Piazza di Paderno. Poi si sarebbero trasferiti nel boschetto isolato dove il 39enne sarebbe stato pugnalato con un coltello di cucina che il suo assalitore si sarebbe portato da casa. 

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