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Cronaca Vittorio Veneto / Via Rosolen

Omicidio a Vittorio Veneto, il figlio reo confesso: «Lui non era mio padre»

Riccardo De Felice, il ragazzo 24enne di Vittorio Veneto arrestato per omicidio volontario del papà, Francesco, ucciso con tre coltellate alla gola nella prime ore della mattina di ieri, 16 novembre, si era convinto che la vittima fosse l'uomo che anzi aveva ucciso il vero genitore. Il giovane si presenterà di fronte al gip Piera De Stefani domani, 18 novembre, per l'udienza di convalida e l'interrogatorio di garanzia

«Lui non era il mio vero padre». All'apice dei suoi deliri psicotici Riccardo De Felice, il ragazzo 24enne di Vittorio Veneto arrestato (e reo confesso)  per omicidio volontario del papà, Francesco, ucciso con tre coltellate alla gola nella prime ore della mattina di ieri, 16 novembre, in appartamento di via Rosolen a Vittorio Veneto, si era convinto che la vittima non fosse il suo vero genitore. Anzi: quando ha preso in mano la barra per trazioni e il coltello da cucina, con cui ha colpito per due volte l'uomo prima di sferrare tre fendenti mortale alla gola e al collo, Riccardo era certo di trovarsi di fronte a colui che avrebbe ucciso il suo vero papà e fatto vivere una vita d'inferno alla madre.

Il giovane, che si trova rinchiuso nel carcere di Treviso, in isolamento e sotto stretta sorveglianza in quanto si teme come possa lasciarsi andare ad atti di autolesionismo, sosterrà nella mattinata di domani, di fronte al gip Piera De Stefani, l'udienza di convalida. E' improbabile che i suoi legali (gli avvocati Giovanni Maccarrone e Alessandra D'Aversa) lo facciano rispondere anche all'interrogatorio di garanzia, in cui dovrebbe quindi avvalersi della facoltà di non rispondere.

Era qualche mese che il 24enne, nei cui confronti la Procura di Treviso è già intenzionata a fare svolgere una perizia psichiatrica che ne valuti la capacità di intendere e volere al momento della commissione dei fatti, avrebbe sofferto di una forma di malassere inzialmente diagnosticato come una depressione. Per questa ragione, che forse era la causa del fatto che il contratto a termine alla fabbrica della Zoppas non gli era stato confermato, erano stati fissati degli incontri da uno psicologo. Ma già all'inizio della scorsa settimana Riccardo avrebbe mostrato i segni che il suo disagio psichico stava peggiorando. Il ragazzo era sempre più schivo, avulso dalla realtà che lo circondava, taciturno e umorale. Poi, all'inizio del week end, aveva cominciato anche a pronunciare frasi senza senso, tanto che proprio domani avrebbe dovuto vedere uno psichiatra.

«Sono sconvolta per quello che è successo alla mia famiglia  e tanto preoccupata per mio figlio» avrebbe detto la madre Adriana, che ha personalmente dato l'incarico ai due difensori di Riccardo. Sul corpo di Francesco De Felice, che era un militare che da due mesi aveva raggiunto i requisiti per la pensione,  la prossima settimana sarà svolta l'austopsia.
  

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