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Omicidio Irina Bacal: Savciuc resta in carcere, la Procura avvia altri accertamenti

Il Riesame respinge la richiesta dei domiciliari, il Pm vuole analizzare l'auto, i cellulari e i Pc dell'assassino: soddisfatto il legale della famiglia della vittima

TREVISO Mihail Savciuc resta in carcere. Oggi, venerdì 7 aprile, il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta presentata dai legali dell'assassino reo confesso di Irina Bacal (e del figlio, anche suo, che portava in grembo) di poter beneficiare degli arresti domiciliari, confermando la misura della custodia cautelare in carcere attuata fin da subito dalla Procura di Treviso in ragione non solo alla gravità del crimine commesso, ma anche del pericolo di reiterazione del reato e, soprattutto, di fuga da parte del diciannovenne di origine moldava e che, quindi, avrebbe anche potuto trovare riparo all'estero.

Non solo. Mercoledì 5 e giovedì 6 aprile il Pubblico Ministero titolare del procedimento penale per l'omicidio della ventenne di Conegliano, al sesto mese di gravidanza, la dott.ssa Mara De Donà, ha disposto un ulteriore approfondimento di indagini, su due fronti. “Ritenuta la necessità di procedere ad accertamenti tecnici, di natura anche non ripetibile, sugli apparati telefonici dell'indagato e della vittima, nonché dei supporti informatici/elettronici sequestrati presso l'abitazione dell'indagato, al fine di rinvenire elementi idonei utili al procedimento”, per citare il provvedimento, il Sostituto procuratore ha deciso di incaricare un consulente tecnico ad hoc, l'ingegner Nicola Chemello, un esperto di informatica forense, a cui sarà formalmente conferito l'incarico mercoledì 12 aprile, alle ore 16, presso gli uffici della Procura di Treviso, “con immediato inizio delle operazioni peritali”.

Inoltre, la dott.ssa De Donà ha comunicato che nella stessa giornata di mercoledì 12 aprile, dalle ore 10, presso il commissariato di Conegliano, avranno inizio gli accertamenti tecnici non ripetibili di ricerca di tracce biologiche sulla Rénault Clio del giovane omicida. Un insieme di atti accolti con favore dall'Avvocato Andrea Piccoli, del Foro di Treviso, il legale della famiglia di Irina e con cui collabora anche Studio 3A, la società di patrocinatori stragiudiziali, specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità, che pure assiste i Bacal facendosi carico di tutte le consulenze tecniche per le indagini.

“La decisione del Riesame di non alleggerire la misura cautelare assunta dalla Procura è senza dubbio positiva ed è anche la conferma della solidità dell'impianto accusatorio a carico del Savciuc: noi ci troviamo perfettamente in linea” commenta l'Avvocato Piccoli, soddisfatto anche per gli ulteriori accertamenti disposti dal Pubblico Ministero.  “I provvedimenti del Sostituto Procuratore dimostrano come la Procura di Treviso non voglia lasciare nulla al caso sotto il profilo del completamento del quadro probatorio – conclude Andrea Piccoli – Gli elementi che acquisiranno i periti saranno fondamentali per fare piena luce su tutta una serie di fatti, sulla dinamica, sui modi, i tempi e il luogo esatto in cui è stato perpetrato il crimine: tutti aspetti sui quali l'assassino, a nostro avviso, non ha detto la verità o, quanto meno, non tutta”.

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