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Il compagno mentre prega davanti al cadavere (foto Dailyguideghana.com)

Il compagno mentre prega davanti al cadavere (foto Dailyguideghana.com)

Donna volontaria di Mogliano sgozzata in Africa, fermato un amico

Egle Bellunato, 74enne di Mogliano Veneto, è stata uccisa all'interno del suo appartamento in Ghana, dove faceva da una decina d'anni la volontaria

Ha al momento i contorni di un vero e proprio rompicapo l'uccisione in Ghana di una ricca vedova, Egle Bellunato, 74 anni, originaria di Mogliano Veneto (Treviso) e residente a Romano d'Ezzelino (Vicenza), ritrovata sgozzata e pugnalata in camera da letto nel villaggio di Amasaman, nel quale si era trasferita una decina di anni fa per dedicarsi a opere umanitarie. A scoprire il cadavere, il 29 ottobre scorso, è stato il compagno, Luigi Serradura, 62 anni, anche lui vicentino, una famiglia rimasta in Italia, che è stato fermato dalla polizia ghanese con l'accusa di omicidio. L'uomo, come riporta il Corriere della Sera, si difende sostenendo che al momento del delitto si trovava fuori a fare la spesa. Al suo rientro avrebbe trovato la porta socchiusa e la stanza in disordine. Per questo Serradura ipotizza si possa trattare di una rapina finita nel sangue. A scagionarlo vi sarebbe un amico della coppia, anche lui italiano, che sarebbe andato con l'uomo a fare la spesa, rientrando con lui. La stampa africana, che si sta occupando del caso, rimbalzato in queste ore in Italia, ha diffuso una foto in cui si vede Serradura mentre prega, in canottiera e scarpe da ginnastica, ai piedi del cadavere della donna. Bellunato era vedova dello storico e scrittore Delisio Villa, per 15 anni direttore del settimanale ''L'eco d'Italia'' stampato a Parigi con edizioni speciali per la Svizzera e l'Inghilterra.

"Bisogna fare qualcosa per mio marito, bisogna aiutarlo'': è l'appello lanciato stamane a Solagna (Vicenza) da Uliana Moressa, la moglie di Luigi Serradura, in carcere in Ghana per l'omicidio di Egle Bellunato. La donna, 59 anni, insieme ai due figli Alessandro e Marco, è convinta dell'innocenza del marito, che l'aveva chiamata mercoledì scorso raccontandole l'accaduto. ''Hanno trovato Egle - aveva detto alla moglie - sgozzata come un capretto''. La signora Moressa, peraltro, non vuol sentir parlare di una relazione tra i due, nonostante il marito si fosse allontanato da casa per raggiungere il Ghana quattro anni fa. ''Per me sono solo amici. Le voci di paese sul loro rapporto - taglia corto - non mi interessano, io giro a testa alta''.

"Conosco Luigi Serradura da quando avevo 5 anni, non credo possa aver fatto una cosa del genere". E' quando dice all'ANSA Carlo Nervo, 42 anni, sindaco di Solagna, ex attaccante del Bologna e della nazionale italiana, sull'omicidio. "Ho già provato a contattare le forze dell'ordine per avere altre e più precise informazioni sulla vicenda. - dice Nervo, che in queste ore si trova all'estero - . Ora il problema è cercare di farlo uscire dal carcere. Posso immaginare non sarà facile, se consideriamo la vicenda dei due marò italiani. La notizia mi ha molto addolorato e intristito". Da quanto si è appreso in paese Serradura aveva lavorato in un'azienda di Solagna e dopo essere andato in pensione aveva scelto l'Africa per un progetto umanitario. "Qui non lo vedono da moltissimi anni" spiega Nervo. "Poche ore fa ho provato a contattare telefonicamente la moglie in paese - spiega ancora il sindaco di Solagna - per porgere a lei e tutti gli altri famigliari la mia vicinanza, ma soprattutto per dirle che il Comune farà tutto il possibile per dare un aiuto. Proprio in queste ore stiamo prendendo contatti con il consolato e le autorità in Ghana, attraverso la Farnesina. Faremo tutti i passi possibili per capire come si svilupperà la vicenda ma anche per aiutarlo concretamente a uscire dal carcere". "Probabilmente ci vorrà un avvocato internazionale - conclude il primo cittadino di Solagna - vediamo cosa si potrà fare".

Giovanni Manzardo, figlio di Egle Bellunato,  è convinto dell'innocenza di Luigi Serradura, in carcere con l'accusa di omicidio. Contattato dall'ANSA a Bologna dove vive, Manzardo, impiegato di 44 anni, dice senza tentennamenti: ''Sono certo che è estraneo ai fatti. E' un uomo assolutamente di buon cuore e voleva molto bene a mia madre. In questi anni lei mi ha sempre detto di essere felice con lui e non ha mai fatto cenno a episodi violenti''. Manzardo, che ha due fratelli, ricostruisce meglio i contorni della vicenda, precisando che la madre, originaria di Mogliano e vissuta in Francia, a Milano e poi a Romano d'Ezzelino, non era assolutamente una ricca ereditiera. Dopo aver divorziato nell'80 da Girolamo Manzardo, si era legata a Deliso Villa, ma non ne era diventata la moglie. ''Mia madre viveva del solo assegno mensile datole dopo il divorzio da mio padre - chiarisce - pari a circa 400 euro''. Per questo dopo aver conosciuto Serradura, si era lasciata tentare cinque anni fa dall'avventura africana e aveva investito tutti i risparmi nell'acquisto di un piccolo appezzamento di terreno in Ghana, dedicandosi alle attività umanitarie. La coppia ogni anno faceva rientro in Italia e vi soggiornava per un paio di mesi, durante i quali Serradura andava a trovare la moglie di Solagna. Per Manzardo la madre è stata vittima di una rapina finita nel sangue. Lo confermerebbero la sparizione di due cellulari e di un computer e la strana somiglianza con un episodio simile avvenuto un anno fa. ''Anche in quel caso - ricorda il figlio - due persone entrarono nell'abitazione mentre Seradura era fuori per spese. Lei mi parlò di due ghanesi che l'avevano aggredita''.
 

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