Omicidio di Fontane, una sola coltellata alla schiena per uccidere Igor

L'autopsia è stata svolta oggi: se solo il fendente che gli inquirenti ritengono gli sia stato inferto dalla mano del 26enne romeno Florin Ionut Stingaciu fosse penetrato qualche centimetro più in là il giovane avrebbe forse potuto salvarsi

TREVISO E' stato sfortunato  Igor Ojovanu, il 20enne di origine moldave accoltellato a morte sabato sera a Fontane. Se solo il  fendente che gli inquirenti ritengono gli sia stato inferto dalla mano del 26enne romeno Florin Ionut Stingaciu fosse penetrato qualche centimetro più in là il giovane avrebbe forse potuto salvarsi. E' quanto emerge dall'autopsia sul copro di Ojovanu effettuata oggi da Alberto Furlanetto, il medico anatomopatologo incaricato dalla Procura di eseguire l'esame post mortem. L'indagine autoptica ha evidenziato che a provocare il decesso del 20enne è stato un colpo di arma da taglio sferratogli da dietro e che lo ha centrato poco sotto la spalla sinistra. La lama è entrata in profondità e ha reciso alcuni vasi sanguigni importanti. Ne è scaturita una terribile emorragia interna che non ha lasciato scampo al giovane, morto dopo pochi minuti per dissanguamento.

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Sul corpo l'autopsia non ha rilevato altri segni, tanto meno nessuna lesione da possibile colluttazione. Nulla insomma  se non quella coltellata, un colpo solo da cui Igor non si è potuto difendere, perché arrivata con forza e da dietro. Dalla grandezza della ferita, dalla sua forma e dalla profondità sarà possibile anche stabilire la direzione del colpo, che al momento sembrerebbe essere stato sferrato dall'alto verso il basso. Così come si potrà risalire al tipo di arma, andando quindi a verificare se lo squarcio nella schiena di Igor Ojovanu sia o meno compatibile con la lama del coltellaccio da cucina ritrovato ancora sporco di sangue nell'appartamento in cui sabato sera si trovavano Stingaciu e l'amico Rubin Xhika, l'albanese indagato per concorso in tentato omicidio plurimo, prima che succedesse la tragedia.

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