L'omicidio di Irina Bacal a “I fatti vostri” su Rai 2

Nella puntata di venerdì la nota trasmissione di Rai Due si occupa del recente, tragico caso di cronaca avvenuto nel Trevigiano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Nella puntata che andrà in onda domani, venerdì 21 aprile 2017, "I fatti vostri", il noto programma di approfondimento di Rai Due condotto da Giancarlo Magalli, si occuperà dell'omicidio di Irina Bacal, la ventenne di origine moldava residente a Conegliano, incinta al sesto mese, assassinata il 19 marzo scorso dall'ex fidanzato e padre del bimbo che portava in grembo, il diciannovenne, connazionale Mihail Savciuc: sulla paternità non ci sono più dubbi, l'esame del Dna l'ha confermata. In trasmissione, indicativamente alle ore 12.15, interverranno la madre della ragazza, Galia, e l'Avvocato del Foro di Treviso Andrea Piccoli, il legale che assiste la famiglia della vittima e con cui collabora anche Studio 3A, la società di patrocinatori stragiudiziali, specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità, che si sta facendo carico di tutte le consulenze tecniche per le indagini.

La mamma, oltre a ribadire con forza la sua richiesta di verità e giustizia, racconterà chi era Irina e si soffermerà molto sul suo desiderio di maternità: di fatto, la sua scelta di non voler interrompere la gravidanza e di difendere a tutti i costi la vita che portava dentro di sé, nonostante le pressioni dell'assassino reo confesso perché abortisse, le è risultata fatale. L'avvocato Piccoli, invece, farà il punto sul procedimento penale aperto dalla Procura di Treviso a carico del Savciuc, che è accusato di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere e che si trova in carcere a Pordenone, e sugli ultimi sviluppi delle indagini: stanno infatti emergendo dal lavoro degli inquirenti, che hanno anche rinvenuto e ripescato dal fiume Monticano la borsetta della giovane, una serie di elementi che smentirebbero, almeno in parte, il racconto dei fatti reso dall'omicida e che rafforzano sempre di più la tesi della premeditazione.

In particolare, c'è molta attesa per gli esiti dell'esame del Dna sulle tracce ematiche rinvenute con il Luminol dalla Polizia Scientifica sulla Renault Clio del giovane - se appartenessero a Irina la sua posizione si aggraverebbe ulteriormente -, per le analisi a cui sono stati sottoposti tutti gli abiti del diciannovenne che, contrariamente a quanto dichiarato, si è cambiato, come documentato dalle immagini delle telecamere che l'hanno immortalato a Conegliano prima e dopo il crimine, e infine per i risultati degli accertamenti tecnici affidati dal Pubblico Ministero, dott.ssa Mara De Donà, all'ingegner Nicola Chemello, esperto di informatica forense, sugli smartphone di Irina e di Mihail e su quattro chiavette Usb sequestrate nell'abitazione di quest'ultimo. Dal Samsung J5 della ragazza, peraltro, il suo carnefice ha cercato, invano, di cancellare l'intera memoria, l'ennesimo tentativo di depistaggio che ha messo in atto.

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