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Omicidio di Irina Bacal, respinta richiesta di perizia psichiatrica sull'assassino

Mihail Savciuc non era incapace di intendere e di volere quando, il 19 marzo scorso, strangolò l'ex fidanzata di vent'anni, uccidendo anche il bimbo che la ragazza portava in grembo

CONEGLIANO Mihail Savciuc non era incapace di intendere e di volere quando, il 19 marzo scorso, strangolò l'ex fidanzata di vent'anni Irina Bacal, uccidendo anche il bimbo che la ragazza portava in grembo (al sesto mese di gravidanza) e di cui era il padre, e occultandone il corpo in un boschetto a Formeniga di Vittorio Veneto. Oggi, venerdì 15 settembre 2017, in Tribunale a Treviso, all'udienza preliminare del processo che vede alla sbarra per omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e per occultamento di cadavere il 19enne di origine moldava assassino reo confesso della giovane connazionale, che abitava a Conegliano, il giudice, dott.ssa Piera De Stefani, ha rigettato la richiesta di rito abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia psichiatrica presentata dai legali dell’imputato, concedendo solo l'abbreviato semplice. Il dibattimento è stato quindi rinviato all'udienza fissata per il 10 novembre, per la discussione e l'attesa sentenza.

La decisione del Gip è stata accolta quasi come una liberazione dalla famiglia della vittima che, così come aveva fatto il legale che la assiste, l'Avvocato Andrea Piccoli del Foro Di Treviso, aveva contestato duramente l'istanza della difesa: in aula erano presenti la mamma Galia, la sorella di Irina, Cristina, 23 anni, e la zia Tamara, mentre Savciuc ha preferito non comparire. “Siamo contentissime – ha commentato la mamma – Questo criminale non era né matto né malato, ha premeditato tutto fin nei minimi dettagli: è un lucido assassino. Irina era una brava ragazza, l'unico errore che ha commesso è stato quello di frequentare questa persona. Noi combatteremo fino alla fine per mia figlia, perché abbia giustizia”.

Soddisfazione è stata espressa anche dall'Avvocato Piccoli, che assiste i familiari di Irina con la collaborazione di Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini. “Il giudice ha accolto le argomentazioni del Pubblico Ministero (la dott.ssa Mara Giovanna De Donà, ndr) e le nostre, non ravvisando nel fascicolo alcun elemento tale da giustificare una perizia psichiatrica – ha spiegato il legale - Si tratta di un risultato estremamente importante per il prosieguo del procedimento e per arrivare ad una pena congrua al gravissimo crimine commesso. Il quadro probatorio che emerge conferma con ogni evidenza tutti gli addebiti in capo al Savciuc”.

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