L'avvocato della famiglia di Irina Bacal replica ai legali della difesa: "Dubbi sull'autenticità della lettera che avrebbe scritto la ragazza"

L'avvocato Piccoli: "Per noi Savciuc è un assassino a sangue freddo e come tale deve restare in carcere"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

"Prima di parlare di rieducazione, parliamo della pena, che dovrà essere esemplare". Il legale della famiglia di Irina Bacal, l'avvocato Andrea Piccoli, del Foro di Treviso, replica con forza alle dichiarazioni rilasciate dei legali di Mihail Savciuc, l'omicida reo confesso della giovane, a margine della richiesta di riesame presentata contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere del loro assistito. Considerazioni che sono pienamente condivise anche da Studio 3A, la società di patrocinatori stragiudiziali, specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità, che sostiene la famiglia della vittima facendosi carico di tutte le consulenze tecniche per le indagini.

"Legittima la richiesta di riesame da parte dei difensori, trovo tuttavia prematuro parlare di recupero e di reinserimento nella società in questa fase in cui si stanno ancora accertando tutte le responsabilità del Savciuc in questo efferato assassinio - sostiene l'avvocato Piccoli - Siamo tutti d'accordo che la rieducazione è una delle finalità della pena, ma prima ci vuole, appunto, la pena". Andrea Piccoli esprime anche forti perplessità sul ritratto del ragazzo scosso e schiacciato da una responsabilità più grande di lui, l'imminente paternità, intessuto dai suoi avvocati, concordando appieno con la linea sin qui adottata dalla Procura e dagli investigatori. "Per noi il carnefice di Irina non è un ragazzo "sperduto" ma un assassino freddo e calcolatore, che ha pianificato tutto, e come tale deve restare in carcere, perché c'è il rischio che possa reiterare il reato e anche quello che possa fuggire. Riteniamo che la conferma della misura della custodia cautelare sia adeguata al momento e al caso di specie" asserisce l'avvocato, aggiungendo un altro elemento importante circa la presunta lettera di scuse che Irina avrebbe scritto all'ex fidanzato e che i carabinieri hanno rinvenuto durante l'ultima perquisizione a casa dell'assassino.

"Stamani la mamma di Irina è stata in caserma dai carabinieri per portare alcuni scritti della ragazza e compararli con la lettera onde determinarne l'eventuale autenticità. Alla vista della missiva, tuttavia, la madre ha espresso forti dubbi sulla calligrafia e lo stile: la lettera, pertanto, potrebbe non essere stata scritta da Irina ma da qualcun altro - conclude l'Avvocato Piccoli - Se così fosse, ci troveremmo di fronte all'ennesima incongruenza nella ricostruzione dei fatti fornita dal giovane per sviare le indagini e alleggerire il pesante quadro probatorio a suo carico".

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