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Un'immagine della conferenza stampa in merito al caso

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Delitto di Miane, operaio accoltellato dopo un droga party

Arrestata per l'omicidio di Mohamed Chairi una coneglianese di 27 anni, Liliana Ordinanza. Ad incastrarla le telecamere del centro di Conegliano. Martedì pomeriggio è stata fermata mentre stava passeggiando in città: in tasca aveva le chiavi dell'auto con cui era fuggita

MIANE Non ha ammesso l'omicidio, dice di non ricordare quanto è avvenuto, ma a suo carico gli inquirenti hanno prove schiaccianti. Liliana Ordinanza, 27 anni, residente a Conegliano con la madre, disoccupata e con alle spalle piccoli precedenti per furto, si trova dalla scorsa notte rinchiusa nel carcere della Giudecca a Venezia. Deve rispondere dell'omicidio di Mohamed Chairi, il 42enne marocchino, operaio presso un'azienda di Pieve, trovato morto domenica mattina nella sua abitazione di Miane, in via Roma. Lo straniero era stato colpito con una trentina di coltellate.

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A scoprire il corpo era stato, verso le 11 del mattino, il proprietario della mansarda in cui l'operaio viveva. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri nel nucleo investigativo di Treviso la 27enne avrebbe ucciso l'uomo all'alba, dopo una nottata trascorsa, per stessa ammissione della donna, a fumare crack. L'assassina è poi fuggita, ancora sporca di sangue, con l'auto dell'operaio, a cui aveva sottratto le chiavi. La vettura, una Alfa 147, verrà ritrovata lunedì mattina dai carabinieri nei pressi della stazione ferroviaria di Conegliano. Liliana Ordinanza, difesa dall'avvocato Luca Dorella, avrebbe girovagato per alcune ore, sotto choc, prima di abbandonare il mezzo in un'area in cui sono presenti numerose telecamere di videosorveglianza. Proprio le immagini dell'occhio elettronico la immortalerebbero mentre scende dall'auto della vittima, come spiegato dal comandante provinciale dell'Arma, Ruggiero Capodivento.

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La 27enne dopo l'omicidio viene interrogata due volte dal magistrato che segue il caso, il pm Barbara Sabbatini. Martedì mattina i carabinieri, quando ormai il quadro delle prove a suo carico è ben delineato, fermano Liliana Ordinanza mentre stava facendo tranquillamente una passeggiata nel centro di Conegliano: in tasca aveva ancora le chiavi dell'auto dello straniero. L'interrogatorio a cui Liliana Ordinanza viene sottoposta si conclude dunque con il fermo che nella giornata di giovedì dovrà essere convalidato dal giudice per le indagini preliminari. L'impianto accusatorio, ha sottolineato il Procuratore Michele Dalla Costa, è ben solido.

Secondo gli investigatori la 27enne, dalla corporatura robusta, non avrebbe avuto complici ma le indagini per fugare ogni dubbio in questo senso proseguiranno. Nel corso dell'interrogatorio Liliana Ordinanza ha infatti riferito che durante il droga party ci sarebbe stata con lei una terza persona ma per ora i carabinieri non hanno riscontri oggettivi per confermare questa tesi. Gli investigatori negano che il movente dell'omicidio sia legato a motivi passionali; i due però si frequentavano e spesso erano stati visti insieme dagli amici di entrambi.


 


 


 

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