Cronaca Vittorio Veneto / Via Cal Santa

Ancora dubbi intorno all'omicidio di Paolo Vaj: la Procura sequestra il testamento

Fatta salava la quota di legittima, l'uomo in caso di morte avrebbe lasciato tutto alla ex compagna Patrizia Armellin, un fatto sospetto sul quale il Tribunale vuole ora vederci chiaro

Il testamento con cui Paolo Vaj lascia tutti i suoi avere a Patrizia Armellin, fatta salava la quota di legittima, è stato sequestrato dalla Procura di Treviso. Bloccata quindi la pubblicazione e con essa gli effetti civili del documento, redatto nel febbraio del 2018, in cui il 56enne, ucciso nella notte tra il 18 e il 19 luglio nella casa di Via Cal dei Romani, aveva nominato suo erede universale l'ex compagna, accusata insieme alla 24enne siciliana Angelica Cormaci proprio dell'omicidio di Vaj.

La decisione di effettuare il sequestro probatorio, che ha portato il gip di Treviso a negare l'autorizzazione alla pubblicazione, è stato il sostituto procuratore Davide Romanelli che nei mesi scorsi aveva anche disposto un altro sequestro ai fini di costituzione della prova, quello delle polizze di assicurazione vita a riscatto e rivalutazione sottoscritte nel 2017 dal 56enne e che, nel caso di morte, avevano come beneficiario ancora una volta la Armellin.

Nel frattempo il gip De Stefani ha autorizzato una visita psichiatrica per la Armellin e la Cormaci, entrambe attualmente recluse in custodia cautelare nel carcere di Venezia. Lo stesso giudice delle indagini preliminari aveva precedentemente respinto l'istanza dei difensori per una perizia psichiatrica da effettuare in incidente probatorio. "Ma tanti elementi - spiega l'avvocato Marina Manfredi, difensore di Patrizia Armellin  - indicano che lo stato mentale della mia assistita e della Cormaci vanno esplorati con attenzione. A cominciare dal fatto che la 24enne dice di parlare con l'anima di Vaj e riferisce poi queste presunte conversazioni alla Armellin, che a sua volta mi manda della corrispondenza in cui ad un certo punto, con un cambio di calligrafia, spiega che a dettare le frasi sia il 57enne. Dalla visita che verrà effettuata nei prossimi giorni dal dottor Sergio Monchieri (che è anche consulente del Tribunale di Brescia, n.d.r.) riteniamo che potranno uscire gli elementi che renderanno evidente anche al gip la necessità di una perizia psichiatrica sulle due donne".

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