Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Omicidio suicidio a Refrontolo: uccide moglie e figlio e si impicca

Un pensionato ha ucciso la moglie e tagliato la gola al figlio, poi si è impiccato nella sua abitazione di via Vittoria. La scoperta martedì

REFRONTOLO - Ha distrutto tutta la sua famiglia di pochi minuti. Prima ha ucciso la moglie, poi il figlio e, in ultimo, si è tolto la vita. Enorme tragedia quella scoperta martedì pomeriggio all'interno di un'abitazione di via Vittoria a Refrontolo, di quelle difficili da immaginari e dietro le quali si celano motivi che al momento sono sconosciuti. Un duplice omicidio seguito da un suicidio che potrebbero essere avvenuti ore prima rispetto all'orario di ritrovamento dei cadaveri. L'episodio, infatti, potrebbe essere avvenuto addirittura domenica. Sarà il medico legale a stabilire l'ora del decesso delle vittime, ma da un primo esame sembra che i fatti risalgano a diversi giorni fa. 

LE VITTIME Un pensionato di 62 anni, Sisto de Martin, ha ucciso la moglie casalinga Teresa Reposon, 52enne, fracassandole la testa. Dopodichè ha afferrato un coltello e ha tagliato la gola al figlio operaio di soli 24 anni, Cristian De Martin, uccidendo anche lui. Alla fine, si è suicidato impiccandosi. Tutto si è consumato all'interno dell'abitazione familiare. Sul posto sono arrivati immediatamente i soccorsi insieme ai carabinieri ma purtroppo per tutte e tre le vittime non c'è stato niente da fare, tanto che si ipotizza che i decessi potrebbero essere avvenuti proprio domenica scorsa. Questo spiegherebbe, infatti, l'assenza prolungata da lavoro da parte del figlio Cristian, che sia lunedì che martedì non si è presentato in azienda.  

LA RICOSTRUZIONE Il giovane e la madre presentano ferite da corpo contundente e arma da taglio. La scoperta dei cadaveri è stata fatta dal datore di lavoro del ragazzo, allarmato non vedendolo raggiungere l’azienda lunedì e martedì mattina senza preavviso. La morte potrebbe risalire addirittura alla notte precedente. Il cadavere della madre è stato rinvenuto dall'uomo all'interno del bagno, mentre quello del figlio si trovava disteso nel letto con un coltello ancora piantato nel fianco. Sisto De Martin, invece, avrebbe compiuto il gesto estremo all'interno della mansarda. Gli investigatori al momento escludono che altre persone possano essere coinvolte nella tragedia, in quanto non sarebbero state notate effrazioni. 

“UNA FAMIGLIA NORMALE” Sono ancora sotto choc i vicini di casa della famiglia De Martin che in queste ore stanno assistendo a un via vai di forze dell’ordine, giornalisti e curiosi di fronte all’abitazione in cui si è verificato il delitto. “Una persona tranquilla” è stato definito Sisto De Martin – ritenuto l’omicida - dai residenti della zona, che aveva un famiglia che agli occhi di chiunque appariva “serena”. Anche il parroco di Pieve di Soligo, don Giuseppe Nadal, ha raggiunto il luogo della tragedia. Si tratta dello stesso sacerdote che celebrò i funerali delle vittime dell’alluvione di Refrontolo avvenuta lo scorso agosto. La donna era di origini filippine: "Sono sconvolto - ha raccontato un vicino di casa pochi minuti dopo la scoperta del duplice omicidio suicidio -. Una persona perfettamente integrata, era una di noi. Sorrideva sempre". Sisto De Martin, invece, è stato descritto con una persona solitaria: "Si dedicava molto al suo vigneto - racconta chi lo conosceva -, era qui vicino". Sono tutti sconvolti: non riescono a spiegarsi come, ma soprattutto perchè possa essere successo. "Forse - dice qualche residente - una lite finita male". Su questo però sarà fatta maggiore chiarezza da parte degli inquirenti. 

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO E DEL COMANDANTE DEI CARABINIERI

Il sindaco Loredana Colledel: “Lavoravano, non avevano problemi di tipo economico nè di altra natura, non c'era mai stata alcuna segnalazione ai servizi sociali, per qualsiasi tipo di problematica. Due episodi così terribili (dramma del Molinetto ndr.) in un anno sono davvero molto pesanti per la nostra comunità - ribadisce il primo cittadino -. Non ci sono risposte”.

Il comandante Ruggiero Capodovento: “Sicuramente si tratta di un episodio da ricondurre a dinamiche familiari. Al momento non escludiamo nessuna ipotesi. Inoltre non è ancora possibile stabilire se ci sia stata o meno colluttazione - ha riferito -. Non sembra che la famiglia avesse particolari difficoltà economiche o qualche componente soffrisse di particolari malattie fisiche o psichiche".

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