Omicidio di Rolle, condannato per spaccio il supertestimone dell'accusa

Charaf Eddine Bilali, il marocchino 30enne per la Procura di Treviso sarebbe "teste chiave" nell'indagine sul duplice omicidio di Rolle avvenuto lo scorso 1 marzo

Sergio Papa, accusato del duplice omicidio di Rolle

Due anni e sei mesi di reclusione per detenzione ai fini dello spaccio di stupefacenti. Questa la condanna inflitta in abbreviato dal gip di Treviso Gianluigi Zulian a Charaf Eddine Bilali, il marocchino 30enne che la Procura di Treviso sarebbe "teste chiave" nell'indagine sul duplice omicidio di Rolle avvenuto lo scorso 1 marzo. Sue infatti le dichiarazioni, rese ai carabinieri di Mogliano poco dopo i fatti e confermate nel corso dell'incidente probatorio, che inchioderebbe Sergio Papa, il 35enne con problemi di tossicodipendenza che il sostituto procuratore Davide Romanelli ritiene il responsabile del delitto e che si trova in custodia cautelare nel carcere di Treviso.

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Bilali ha raccontato di aver trascorso alcuni giorni, dopo il 1 marzo, in compagnia di Papa. Secondo la sua versione una sera, mentre erano nella stessa camera d'albergo a Monfalcone, Papa avrebbe pianto davanti ad un servizio tv sulla mattanza di Rolle, per poi confidargli in lacrime: «Li ho uccisi io». Per gli investigatori il marocchino è attendibile e la sua versione rafforzerebbe gli indizi a carico di Papa, che invece si è sempre detto estraneo alla vicenda. A processo Bilali è finito dopo essere stato arrestato la mattina del 21 luglio scorso a Treviso. L'uomo era entrato in una nota pasticceria del centro storico del capoluogo ubriaco e aveva dato vita ad un vero finimondo. I carabinieri intervenuti sul posto gli avevano trovato addosso circa 2 etti e mezzo di hashish.

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