Delitto di Rolle: dna sotto le unghie delle vittime, respinto il ricorso della difesa

L'avvocato difensore di Sergio Papa aveva contestato le modalità delle operazioni e soprattutto il fatto che, contrariamente a quanto previsto nei protocolli internazionali, non fossero state scritte relazioni né scattate le fotografie per documentare le varie fasi

Sergio Papa

Niente colpo di scena nel processo a Sergio Papa, il 35enne accusato del duplice omicidio di Loris e Annamaria Nicolasi, i coniugi di 72 e 69 anni trucidati a colpi di roncola nella loro casa di Rolle la mattina del 1 marzo 2018. La Corte ha infatti respinto l'istanza con cui il difensore, l'avvocato Alessandra Nava, aveva chiesto una perizia sui documenti relativi a tutte le operazioni di prelievo, conservazione e analisi dei reperti biologici -le unghie della Nicolasi- in cui sono state ritrovate tracce di Dna riconducibile a Papa. La difesa aveva contestato le modalità delle operazioni e soprattutto il fatto che, contrariamente a quanto previsto nei protocolli internazionali, non fossero state scritte relazioni né scattate le fotografie per documentare le varie fasi e che la conservazione fosse avvenuta con modalità che non possono escludere la contaminazione.

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Per il collegio invece quanto emerso a dibattimento, ovvero la deposizione del medico patologo che ha svolto la repertazione, quello che è stato  riportato dal Ris di Parma che ha effettuato gli esami e le dichiarazioni rese dalla genetista consulente della difesa sono più che sufficienti ai fini del giudizio. «Siamo comunque soddisfatti -ha detto l'avvocato Nava-  in quanto nel respingere la mia istanza non si è detto che il patologo abbia  rispettato i protocolli, cosa che per noi non è avvenuta. E' stato un modo di procedere non conforme a quanto prescritto dalle buone prassi e ora vedremo il peso che la giuria darà a questi fatti da noi ben documentati».

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