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Omicidio Simonetto, individuato dna del presunto killer

I carabinieri di Treviso stanno proseguendo le indagini per dare un nome all'omicida del 49enne di Farra di Soligo, caporeparto della Mistral, ucciso nel febbraio scorso nel piazzale della fabbrica

Ci sarebbe una traccia di dna sugli occhiali spezzati di Emanuele Simonetto, il 49enne di Farra di Soligo, ucciso nel febbraio scorso.

Importante passo in avanti nelle indagini della magistratura trevigiana. I carabinieri li avevano repertati la notte del delitto e ora sono riusciti ad isolare il dna del presunto killer. Gli occhiali spezzati si trovavano a pochi metri dal corpo senza vita del caporeparto della "Mistral" di Pieve, nella probabile via di fuga del killer.

Due i colpi mortali per freddare Simonetto e poi la fuga attraverso i campi adiacenti alla fabbrica. Mentre lasciava il luogo del delitto il killer avrebbe anche perso altri oggetti, che fornirebbero notizie utili all'individuazione.

Dal 7 febbraio scorso, la notte dell'omicidio, i carabinieri di Treviso hanno messo in campo uomini e mezzi per trovare il killer, con un lavoro incessante, uno sforzo paragonabile a quello per gorgo al monticano. Da allora hanno sentito centinaia di persone, amici, conoscenti e colleghi di lavoro dell'uomo per cercare di dare una spiegazione all'omicidio. Ed  alcuni amici avrebbero fatto presente agli inquirenti che l'uomo avrebbe più volte fatto menzione di problemi, ma mai chiariti.

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