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La villetta dove avvenne l'omicidio

La villetta dove avvenne l'omicidio

Omicidio di via Ghirada, Bruno era instabile e non agì con premeditazione

Prosegue il processo a carico di Bruno Magri per l'omicidio del padre Roberto, avvenuto il 17 gennaio 2013 a Treviso. Secondo la perizia psichiatrica il 21enne era affetto da un parziale vizio di mente, quel giorno

TREVISO – Non ci sarebbe premeditazione nell'omicidio di Roberto Magri e quella sera il figlio Bruno sarebbe stato mentalmente instabile. Prosegue con la presentazione della perizia psichiatrica il processo a Bruno Magri, lo studente 21enne che il 17 gennaio 2013 uccise il padre a coltellate, nella loro abitazione di via Ghirada.

Secondo il professor Stefanutti dell'Università di Udine, che ha condotto la perizia, il giorno dell'omicidio il ragazzo sarebbe stato affetto da un parziale vizio di mente, che ne escluderebbe, al momento, la pericolosità sociale.

Esito che stride in parte con la perizia condotta invece dal professor Massimo Montisci, che dopo aver effettuato l'autopsia sul cadavere dell'ex manager 55enne, aveva sottolineato come Bruno avesse infierito sul corpo del padre, colpendolo per 26 volte, anche dopo che l'uomo era caduto dalle scale finendo in garage.

Su questa base la procura ha deciso di contestare allo studente l'aggravante della crudeltà e delle sevizie, mentre non ci sono elementi che facciano pensare a un atto premeditato.

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