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Il Vescovo Gardin al Cà Foncello di Treviso: sarà aperta una Porta Santa nell'ospedale

Il Vescovo, Gardin: "Di questi momenti con la comunità ospedaliera, mi ha colpito la così tanta attenzione per la Persona da parte degli operatori"

TREVISO Nell’ambito del programma della visita pastorale alla Diocesi, il Vescovo di Treviso monsignor Gianfranco Agostino Gardin è giunto all’Ospedale Ca’ Foncello per incontrare la comunità ospedaliera. Ricevuto dal Direttore generale Francesco Benazzi,  ha partecipato ad un incontro con medici, infermieri, religiosi e volontari. Nel suo intervento, Benazzi ha chiesto ufficialmente al Vescovo – il quale ha accolto la richiesta - che nel corso dell’anno giubilare della Misericordia possa essere aperta una Porta Santa nell’ospedale trevigiano, luogo simbolo per capire la necessità di mettersi “a servizio dell’uomo aiutando tutti a riconoscere la fondamentale e  comune condizione umana e agire soprattutto nei momenti del dolore  restando sempre all’altezza dello sguardo dell’uomo e del suo mistero”.

In questo importante momento – ha sottolineato il Direttore generale – mi permetto di formulare una richiesta: la possibilità di aprire, anche per un breve periodo, un Porta Santa in Ospedale nell’anno giubilare della Misericordia. Un simbolo reale di quella Misericordia, virtù esigente, virtù attiva, che va incontro a chi soffre, come nell’incontro di Gesù con il lebbroso, la vera misericordia cristiana che va incontro al peccatore”.“Gesù ha messo al primo posto il curare i malati – ha aggiunto -. I medici ed il personale infermieristico hanno in mano una specifica mediazione per far sentire la dignità della soggettività.  E grazie a questa comunicazione il paziente diventa lui stesso cattedra di valori: primo fra tutti quello assoluto dell’essere persona umana con la capacità di vivere la malattia con grande senso di dignità. E questo aiuta molto nella rettifica della direzione della cultura attuale che tende ad andare sulla strada della salute esplosiva, della bellezza a tutti i costi, dell’uomo perfetto e senza limiti, di una giovinezza senza tramonto. Per questo dobbiamo riscoprire una cultura medicoprofessionale che si mette a servizio dell’uomo”.

A conclusione del suo intervento monsignor Gardin, facendo riferimento anche ad uno scritto di Papa Francesco sul Giubileo, ha detto: “Accolgo volentieri la proposta dell’apertura di una Porta Santa all’Ospedale di Treviso; penseremo ad una circostanza adatta in cui farlo. E’ un’occasione importante; pensiamo che l’ospedale è già di per se una grande Porta Santa”. “Di questi momenti con la comunità ospedaliera – ha detto il Vescovo – mi ha colpito la così tanta attenzione per la Persona da parte degli operatori. Un’attenzione che è fatta anche di momenti ardui, di fatica dovuta a scelte importanti che chiamano in campo l’etica, del portare sulle proprie spalle un peso cercando contemporaneamente di rendere più lieve al paziente il peso della malattia. Mi ha fatto piacere cogliere lo spessore di così tanta umanità che anche di fronte all’esistenza di casi con malattie clinicamente inguaribili fa sentire che non esistono persone incurabili. Sento il bisogno di ringraziare per questa carica”.

VESCOVO 2-2

Monsignor Gardin, accompagnato da don Carlo Velludo, vicario Foraneo della Città, e padre Luigino Zanchetta, cappellano dell’Ospedale, è giunto alla sala convegni del presidio ospedaliero nel primo pomeriggio. Dopo il saluto del Direttore generale Francesco Benazzi e la presentazione da parte dei due sacerdoti, l’incontro, moderato da Enrico Busato, primario di Ostetricia e Ginecologia, e’ proseguito con gli interventi di Umberto Gasparotto del Comitato di Bioetica, Filippo Gherlinzoni, primario di Ematologia, Francesca Cestaro, caposala di Oncologia, Jessica Costantini, infermiera di IV Chirurgia, e di Adriano Tonellato, presidente dei Volontari Ospedalieri. In sala erano presenti tutti i parroci della città e numerosi dipendenti e volontari dell’Ulss 9.

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