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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Osservatorio UniSalute: i trevigiani chiedono sempre più servizi welfare alle loro aziende

Secondo l'84% degli intervistati spetta alle aziende provvedere al miglioramento della vita quotidiana dei propri dipendenti, ma secondo gli abitanti della città manca ancora una corretta informazione

TREVISO A quanto pare il tema welfare sta diventando molto caro ai trevisani, che chiedono sempre più attenzioni da parte delle aziende, le quali, a loro volta, offrono sempre maggiori servizi, grazie anche agli incentivi introdotti dalla nuova Legge di Bilancio 2017. Questo il quadro che emerge dai dati raccolti dall’ultima ricerca di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, che da oltre vent’anni si occupa di prestazioni integrative in ambito salute.

Secondo i dati dell’indagine, quasi la metà dei trevisani (45%) ritiene che nella valutazione di una opportunità lavorativa, la proposta da parte del datore di lavoro di una serie di servizi e agevolazioni aggiuntive sia molto importante o, in alcuni casi, fondamentale. Addirittura, secondo la quasi totalità degli intervistati (84%), spetta proprio alle aziende offrire beni e servizi per agevolare la vita quotidiana dei lavoratori che vorrebbero che piani di welfare aziendale venissero proposti sempre di più. Un dato che conferma quanto già rilevato dall’Osservatorio Sanità UniSalute nel 2016.

Da parte loro, le aziende si stanno muovendo verso una sempre maggiore attenzione nei confronti dei lavoratori, favorendo la costruzione di una serie di servizi sempre più efficiente, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze dei cittadini. In un momento di profondo cambiamento per ciò che riguarda il rapporto tra azienda e lavoratore, dalla ricerca emerge che ci sono tuttavia alcune cose da migliorare. Secondo i trevisani ciò che manca, ad esempio, è una corretta comunicazione di base. Il 12% degli intervistati risponde che nessuno, in sede di colloquio, ha mai parlato di questo argomento, mentre il 13% si dichiara confuso e ammette che da parte dell’azienda ci dovrebbe essere maggiore chiarezza.

Secondo Fiammetta Fabris, Direttore Generale di UniSalute, “il welfare aziendale sta vivendo un periodo di grande dinamismo e le aziende sono sempre più attente alle esigenze dei propri dipendenti, anche attraverso nuovi servizi quali i flexible benefit. Le novità nella normativa fiscale introdotte di recente rappresentano un passo importante per favorire la costruzione di un insieme di servizi di welfare più efficiente, di qualità e con costi sostenibili in grado di facilitare la conciliazione vita-lavoro e contribuire ad un sistema sempre più aderente ai bisogni delle persone”.

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