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Cronaca

Antenna Tre Nordest: licenziati otto giornalisti, tre solo a Treviso

Otto gionalisti dell'emittente Antenna Tre Nordest saranno licenziati, a causa delle difficoltà economiche in cui versa l'azienda. A marzo incontro tra sindacati e rappresentanti della famiglia Panto

La società editrice ha annunciato ieri otto licenziamenti collettivi di giornalisti dell’emittente “Antenna Tre Nordest”, di proprietà della famiglia Panto. La comunicazione è arrivata al termine della vertenza nata dalle difficoltà finanziarie dell’azianda.

Il taglio del personale interesserà tutte le redazioni della tv presenti in Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma l’impatto più pesante sarà su Treviso, sede storica dell’azienda, dove i licenziamenti saranno ben tre.

L’amministratore delegato di "Antenna Tre Nordest SpA", Antonio Barcella, ha motivato la decisione spiegando che deriva dalla grave situazione dei conti dell’azienda, dovuta essenzialmente al ritardo nell’erogazione del saldo 2012 dei contributi statali, ammontante a 1,3 milioni di euro.

Barcella si è detto, tuttavia, pronto a ritirare le procedure di mobilità qualora si riaprisse con i sindacati la trattativa sui contratti di solidarietà. Procedura che comunque dovrebbe passare attraverso quella della mobilità.

Pomo della discordia tra rappresentanti dei lavoratori ed editore è il numero di dipendenti ai quali applicare, a rotazione, i contratti di solidarietà: 24 per il sindacato e 16 per l’azienda.

“I contratti di solidarietà devono riguardare l'intero corpo redazionale", ha ribadito il segretario del Sindacato dei giornalisti del Veneto, Daniele Carlon.

Un prossimo incontro tra i delegati della famiglia Panto e il sindacato è previsto per la prima settimana di marzo. Nel frattempo, per contenere i costi di gestione, la direzione dell'emittente ha annunciato l'annullamento da subito delle edizioni domenicali e festive dei servizi informativi.

Secondo calcoli informali, riferiti dal sindacato, la gestione economica della struttura potrebbe trovare un equilibrio, senza i contributi statali, soltanto riducendo le spese per poco meno di 500 mila euro. Tra le vie percorribili proposte dal sindacato, prima di intervenire sul costo del lavoro interno, c’è la revoca di incarichi a professionisti esterni per il confezionamento dei telegiornali.

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