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Cronaca Paese

Otto anni fa la scomparsa di Marianna Cendron. L'avvocato Tigani: «Vogliamo leggere le intercettazioni telefoniche»

Di quelle conversazioni, probabilmente ininfluenti ai fini dell'indagine, non ci sarebbe traccia nel fascicolo sul caso, che risale al 2013 e che è stato archiviato come un allontanamento spontaneo

Intercettazioni telefoniche, quasi certamente fra Renzo Curtolo, il vicino di casa da cui la ragazza si era anche trasferita per un periodo, e il fidanzato Michele. Questo sarebbe quello che l'avvocato della famiglia di Marianna Cendron, la ragazza scomparsa a Paese il 27 febbraio del 2013, avrebbe trovato dentro ad un faldone che riporta le spese di giustizia relative all'indagine sul caso. Il fascicolo, originariamente aperto con l'ipotesi di reato di sequestro di persona, era stato archiviato il 12 settembre del 2018 dal gip Bruno Casciarri.  

Gli investigatori hanno avuto sempre pochi dubbi circa la sorte di Marianna Cendron: il suo, per le circostanze in cui è avvenuto, sarebbe stato un allontanamento volontario: sarebbe fuggita in Bulgaria (suo Paese d'origine), in Francia (come da lei prospettato secondo alcuni testimoni) o Spagna (tesi poi perentoriamente smentita dai famigliari). Sparita nel nulla la ragazza, la sua bici (che utilizzava per spostarsi dal golf club al parcheggio dell'Iper di Castelfranco, da cui prendeva solitamente la corriera per tornare a casa) e i due cellulari che possedeva (il cui segnale è stato rilevato per l'ultima volta proprio dalle celle del supermercato castellano). 

«Abbiamo trovato - spiega l'avvocato Stefano Tigani - delle spese che sono state sostenute per effettuare intercettazioni telefoniche. Ma di quelle conversazioni non c'è traccia nel fascicolo sulla scomparsa di Marianna. Potrebbe essere che si tratti di un elemento che nulla toglie e nulla aggiunge all'inchiesta, ma mi pare doveroso nei confronti della famiglia presentare una istanza alla Procura per verificarne i contenuti, o quantomeno prenderne visione».

«La storia di Marianna - continua il legale - è una o forse la più misteriosa che abbia affrontato, a fianco ai genitori e al fratello. L’inchiesta, che non ha mai visto indagati, ha fatto acqua dall’inizio, con ritardi inaccettabili nelle ricerche e con una tesi (quella dell’allontanamento volontario), presa come un assioma dalle autorità. Dopo due opposizioni e una serie infinita di integrazioni probatorie, il procedimento è stato archiviato, ma noi sulla vicenda non abbiamo calato il sipario. Mancano dati nel fascicolo che grazie alla volontà dei genitori dobbiamo far emergere. Perché cosa è successo davvero lo dobbiamo scoprire».

Intanto oggi, sabato 27 novembre, Marianna Cendron avrebbe compiuto 27 anni. «A tavola - dice il padre della ragazza Pierfrancesco Cendron - abbiamo fatto un brindisi tra le lacrime a lei, nella speranza che sia da qualche parte nel mondo». Il papà, la mamma Emilia, che avevano adottato Marianna, hanno sempre puntato il dito contro l'uomo che ospitava la figlia nei mesi antecedenti alla sua scomparsa, Renzo Curtolo e nutrito forti sospetti nei confronti anche del fidanzato della ragazza, Michele, giovane che Mary avrebbe dovuto incontrare proprio la sera della scomparsa, al convitto dell'istituto alberghiero "Maffioli" di Castelfranco Veneto. Secondo i genitori i due si sarebbero contraddetti  più volte durante gli interrogatori.

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