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La conferenza stampa degli investigatori

La conferenza stampa degli investigatori

Trappola mortale per moglie e amica: voleva i soldi dell'assicurazione

Arrestato per duplice omicidio Sergio Miglioranza, 68 anni. Ha appiccato lui il rogo di Castagnole in cui sono morte carbonizzate Franca Fava, 67 anni, moglie dell'uomo, e Fiorella Sandre 74 anni. Indagine dei carabinieri di Montebelluna e Paese

Aveva pianificato tutto, per filo e per segno. Ha chiuso l'unica via di scampo, una porta sul retro al piantererreno, posizionando alcuni mobili. Poi ha piazzato una decina di inneschi attorno alla casa e sui cumuli di materiale accatastato all'esterno e quindi ha appiccato l'incendio e aperto una delle due bombole di gas gpl presenti all'esterno dell'abitazione. Distrutta la casa e soprattutto morte carbonizzate sia la moglie, Franca Fava, 68 anni, che un'amica, Fiorella Sandre, 74 anni. Un piano efferato e crudele quello messo in atto nella notte del 10 giugno scorso, un disegno che aveva come unico scopo quello di incassare alcune polizze assicurative: 950mila euro, un sacco di soldi con cui ripianare i debiti e chissà, costuirsi un futuro altrove.

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Da oggi Sergio Miglioranza, pensionato di Paese di 70 anni, si trova rinchiuso nel carcere di Santa Bona su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Treviso, Angelo Mascolo, su richiesta del pubblico ministero Anna Andreatta che ha coordinato le indagini condotte in questi mesi dai carabinieri della stazione di Paese e dal nucleo investigativo della Compagnia di Montebelluna, guidati dal comandante Gabriele Favero: deve rispondere di duplice omicidio pluriaggravato e premeditato e incendio aggravato. E' stato dunque l'anziano, secondo quanto accertato dagli investigatori, ad architettare il rogo di Castagnole di Paese, trasformatosi così da una disgrazia in un duplice femminicidio. Franca e Fiorella, diversamente da Sergio che abitava il primo piano, dormivano al pianterreno: alle finestre le sbarre impedivano ogni via di fuga e neppure la porta principale, in cui c'era il fronte del fuoco, era praticabile. Entrambe sono morte, prima intossicate dal fumo e poi bruciate. Fiorella ha pure cercato di lanciare l'allarme ai soccorsi con il loro cellulare ma è stato tutto inutile: quando pompieri e Suem 118 sono giunti sul posto ormai non c'era più nulla da fare.

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"Un castello costruito a suon di menzogne": ha scritto il gip Mascolo nell'ordinanza. E infatti ad incastrare il 70enne sono state le tante bugie, le molte contraddizioni emerse nei vari interrogatori ma anche rilievi tecnici del Ris di Parma che hanno appurato che la porta da cui sosteneva essere uscito, la notte dell'incendio, per salvarsi era in realtà sbarrata. Tracce evidenti di benzina erano presenti sui vestiti dell'uomo. Causalmente poi si erano salvate da quel rogo devastante e che impegnò per diverse ore i vigili del fuoco, le famose polizze (erano su una delle due auto di famiglia, spostate sempre quella notte affinchè non venissero incendiate a loro volta).

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