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Cronaca Paese

Uccide il fratello e la cognata, perizia psichiatrica a rischio per Massimo Pestrin

Il consulente della difesa, rappresentata dall'avvocato Fabio Crea, avrebbe sottoposto all'omicida reo confesso lo stesso questionario che il perito del Tribunale avrebbe dovuto somministrargli. Lo specialista di parte rischia l'imputazione per frode processuale

Dal 20 maggio scorso Massimo Pestrin, il 51enne che un anno fa freddò con 11 colpi di pistola il fratello Lino e la cognata Rosanna Trento, avrebbe dovuto essere sottoposto ad una nuova perizia psichiatrica sulle sue capacità di intendere e volere al momento di uccidere. Ma l'esame potrebbe essere stato inficiato dal comportamento del consulente della difesa che gli avrebbe sottoposto lo stesso test che gli sarebbe dovuto essere somministrato dallo specialista nominato dalla Corte d'Assise. L'irregolarità è stata comunicato al presidente del collegio dei giudici cui ora spetta una decisione sull'intera operazione peritale. Non è escluso che l'intera questione possa sfociare in una indagine per frode processuale a carico del consulente di parte che aveva il permesso di registrare le sue conversazioni con Pestrin ma non di fargli fare lo stesso test utilizzato dalla dottoressa Anna Palleschi.

La nuova perizia era stata il risultato di una vero e proprio scontro in punta di diritto tra il pubblico ministero Michele Permunian e il difensore, l'avvocato Fabio Crea. Da una parte l'accusa sosteneva l'inutilità di un nuovo esame psichiatrico su Pestrin che era già stato esaminato da Alberto Kirn, perito dell'accusa, e che era stato riconosciuto totalmente capace di intendere e volere al momento della commissione del fatto e in grado di stare a processo per quanto affetto da una sindrome paranoide che va trattata. Il legale del 52enne aveva invece argomentato che in sede di formazione della prova fosse necessario un nuovo e più accurato esame dal momento che la precedente consulenza si era limitata a tre soli incontri ed era stata eseguita in maniera superficiale.

«Il fatto che Pestrin- aveva detto Crea - avesse la capacità quando ha sparato è legata secondo l'accusa al fatto che ricorda gli eventi che hanno portato al duplice omicidio. Ma quella conclusione non mi convince». Permunian dal canto suo aveva indicato che il killer non avrebbe avuto nessun episodio pregresso di malessere psichiatrico tanto che solo qualche mese prima aveva superato i test per il conseguimento del porto d'armi.

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